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Palermo - Ibs Forex, scattano le manette. Tra i truffati c’è pure la Provincia
di Luca Insalaco

Furono affidati 30 milioni di euro ma il meccanismo si ruppe quando fu chiesto il parziale disinvestimento. Anche l’ente di via Maqueda nei guai per gli investimenti con la finanziaria di Como

Tags: Palermo, Ibs Forex, Giovanni Avanti



PALERMO – Dopo la truffa, le manette. Sono stati sette gli arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza di Como in capo a sette amministratori di Ibs Forex, la finanziaria comasca che ha messo nei guai 1300 risparmiatori oltre alla Provincia di Palermo. I reati contestati sono bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e falso in bilancio, che hanno portato la Ibs Forex al fallimento su richiesta del pubblico ministero ed alla sua cancellazione dall’albo degli operatori finanziari della Banca d’Italia.
Sessanta i milioni di euro di euro andati in fumo sui novanta gestiti dalla Ibs. Tra questi anche gli investimenti dell’ente di via Maqueda.

La fitta rete di promotori sparsi per l’Italia prometteva lauti guadagni nel settore delle valute estere. In alcuni casi, quando i risparmiatori vedevano di aver realizzato un buon guadagno (anche se solo sulla carta), ne chiedevano l’immediata monetizzazione ed in tal caso la finanziaria, per non destare alcun sospetto, provvedeva tempestivamente. Nella maggior parte dei casi, invece, i risparmiatori, vedendo che il proprio rendimento stava andando oltre le migliori previsioni, erano ulteriormente allettati ad investire cifre ancora maggiori senza sapere che, in realtà, non le avrebbero più riviste. Per la truffa la società si serviva di falsi report che attestavano il buon andamento degli investimenti. In questa più ampia schiera di investitori rientra anche l’ente palermitano che tra il 2006 ed il 2008 ha affidato somme sempre più consistenti alla finanziaria.

“Il meccanismo - hanno spiegato gli inquirenti - ha cominciato a rompersi quando la Provincia Regionale di Palermo ha fatto una richiesta di disinvestimento parziale di 15 dei 30 milioni di euro investiti che la Ibs Forex, ovviamente, non è stata in grado di soddisfare, poiché le proprie casse già erano state svuotate da tempo”.

Plaude all’azione della magistratura comasca il consigliere provinciale del Pd, Silvio Moncada, il quale si augura ora che anche la Procura palermitana e la Corte dei Conti “chiudano al più presto possibile le analoghe inchieste aperte oltre un anno fa, per accertare se vi siano state responsabilità politiche, amministrative e contabili da parte di chi ha incautamente investito i soldi pubblici in operazioni finanziarie ad altissimo rischio, in una società fantasma prima dei requisiti di affidabilità”.
Dopo l’esplosione del caso, il direttore generale della Provincia, Antonio Caruso, si dimise, mentre l’allora presidente Francesco Musotto ha sempre rivendicato la propria estraneità agli investimenti finanziari.
 


Il presidente Avanti: “In atto ogni forma di tutela”
 
PALERMO - “Denunciamo il senso di frustrazione e di impotenza che proviamo quali amministratori della cosa pubblica, dovuto al fatto che tale inchiesta non ha toccato né i fautori, né i responsabili dell’operazione finanziaria all’interno della provincia di Palermo”, dicono le consigliere provinciali dell’Italia dei Valori, Giusy Scafidi e Luisa La Colla. Uno smacco che brucia ancora di più visto che “la somma sottratta ai fondi pubblici ha impedito alla provincia di Palermo, di attuare gli investimenti già previsti ed indispensabili alla collettività”.
Il presidente dell’Ente, Giovanni Avanti, dal canto suo, si dice fiducioso nel lavoro di investigatori e magistrati che seguono la vicenda.
“La Provincia – sottolinea - ha messo in atto ogni forma di tutela in tutte le sedi: civile, penale e amministrativa-contabile. Seguiamo da vicino l’evolversi della vicenda con l’obiettivo, laddove vengano accertate le responsabilità, di recuperare le somme sottratte all’amministrazione”.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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