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Rischio geomorfologico, l’Isola ha un altro problema
Ieri a Siracusa la giornata di studio organizzata dall’Ordine dei geologi. Crolli, frane e dissesti sono all’ordine del giorno

Tags: Ambiente, Sicurezza



SIRACUSA - Si è svolta ieri a Siracusa la XXXIX Giornata di Studio sul rischio idraulico e geomorfologico e tutela dell’ambiente, organizzata dall’Ordine dei geologi di Sicilia insieme all’Ordine degli avvocati della provincia di Siracusa.

“Anche a Siracusa abbiamo un territorio con un rischio frane e alluvioni non indifferente”, come ha ricordato il consigliere dell’Ordine dei geologi di Sicilia Antonio Gallitto: “Quasi il 65% dei dissesti censiti all’interno del Pai –piano di assetto idrogeologico- nei comuni montani  della provincia di Siracusa –ha detto Gallitto-  sono rappresentati da crolli, tipici delle rocce quali sono i calcari Iblei, e il 12,90%  riguardano le deformazioni superficiali lente, fenomeni che interessano maggiormente i depositi non rocciosi. Sono stati  trenta i dissesti così individuati e inseriti nella pericolosità geomorfologica, e di questi quasi il 77%, sono tuttora attivi, mentre il 23,33% si presentano stabilizzati”.

Ma se la Sicilia frana continuamente, non va bene nel resto dello stivale, come ha ricordato il consigliere: “Delle 9.000 (circa) località italiane colpite da frane, oltre il 25% è stato colpito più di una volta e oltre il 40% dei casi di alluvioni avvengono in modo ricorrente. Si calcola inoltre che fra il 1900 e il 2002 si sono verificate 4.016 tra frane e inondazioni, 1.600 delle quali hanno provocato 5.202 vittime per frane e 2.640 morti per alluvioni, con una frequenza di circa 8 eventi fatali l’anno. Le persone rimaste senzatetto sono state oltre 700.000, il 75% delle quali –ha concluso Gallitto- a causa di inondazioni”.

Sulla base di questi numeri, è il vicepresidente dei geologi di Sicilia Carlo Cassaniti che sottolinea la valenza dell’incontro congiunto organizzato a Siracusa: “Stiamo dimostrando il valore etico della nostra professione –ci ha detto Cassaniti- orientando l’attenzione verso la fragilità del territorio siciliano.

La tutela dell’ambiente oggi in Italia è normata dal testo unico 152/2006 e s.m.i. e pertanto l’apertura degli avvocati del foro di Siracusa alla nostra proposta di organizzare insieme un momento di approfondimento tecnico-giuridico sulla tematica – ha concluso Cassaniti-,  denota una elevata  sensibilità che fa ben sperare per il prosieguo di tutte le attività future nelle quali sarà richiesta l’interdisciplinarità per risolvere le delicatissime questioni che riguardano i rischi naturali e antropici del sistema territorio”.

Relatori alla giornata di studio sono stati i professori: Giovanni Randazzo dell’Università di Messina, Alessio Valente dell’Università del Sannio, Fausto Giunta dell’Ateneo di Firenze e Corrado Giuliano, avvocato del foro di Siracusa.

Articolo pubblicato il 23 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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