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Condannati non solo i tagli ma anche le nuove riforme
di Vanessa Paradiso

Un grido d’allarme corale da parte di più associazioni e accademici. A repentaglio la responsabilità delle Soprintendenze

Tags: Beni Culturali, Gianfranco Zanna



La SipBc (Società italiana per la protezione dei beni culturali) Sicilia, intervenendo sul caso Pompei, denuncia i gravi rischi che corre la Sicilia “sono molti i BB.CC. poco fruibili e contrari al diritto di beneficio culturale dei visitatori, e questo è un fatto al quale le istituzioni territoriali purtroppo non sono in grado di porre rimedio o di dare risposta per innumerevoli ragioni”. Al riguardo, Zanna dice che “le Soprintendenze hanno il compito di tutelare il nostro patrimonio culturale, ma sempre più spesso non sono messe in condizioni di farlo: hanno subìto tagli alle risorse per intervenire e hanno forti carenze di personale. Di questo si dovrebbe occupare la politica regionale e non delle manfrine e dei giochi di palazzo. Tutti si riempiono la bocca sul valore e sull’importanza dei nostri Beni culturali e poi pochi, pochissimi, fanno davvero qualcosa di reale e concreto per tutelarli e valorizzarli. Poi, quando succedono i disastri, si piangono lacrime di coccodrillo. Tutto questo è vergognoso e inaccettabile. Per fortuna tra i siciliani cresce sempre di più il numero di coloro i quali apprezzano e amano i nostri tesori e le nostre bellezze artistiche e culturali”.

A questo, va aggiunto l’appello al governo regionale da oltre venti, tra rettori e professori di diverse università italiane, da architetti e dall’Istituto nazionale di archeologia e storia dell’arte e rappresentanti di Legambiente, con il quale lanciano un grido d’allarme “salviamo i beni culturali siciliani. I nostri beni culturali hanno non pochi problemi. E non solo per i ripetuti tagli ai finanziamenti che mettono in serio pericolo la loro tutela e gestione, ma anche per i progetti di presunte riforme che li riguardano. Siamo estremamente preoccupati delle recenti ipotesi di riorganizzazione degli uffici dell’Assessorato regionale dei beni culturali, che chiaramente mortificano e sfasciano le Soprintendenze. Ci sembra evidente che dietro irrisorie motivazioni di carattere economico si nasconda un vero e proprio attacco alle responsabilità e ai delicati compiti di tutela e conservazione delle Soprintendenze le uniche oramai ad occuparsi di preservare il territorio e il paesaggio siciliano.

Articolo pubblicato il 24 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Gianfranco Zanna
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