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Quotidiano di Sicilia

Lombardo dichiara nostalgia per Prodi
di Raffaella Pessina

In corso audizioni in commissione Bilancio delle partecipate da dismettere. E sui fondi Cipe: “I progetti non ce li fanno fare”

Tags: Raffaele Lombardo, Romano Prodi



PALERMO - Via libera della Commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana al bilancio 2011/2013 e alla legge di stabilità per il 2011 (la vecchia finanziaria). Il parere positivo riguarda le norme contenute nel titolo III (articoli dall’8 al 12) del disegno di legge. L’ok della Commissione è dipeso anche dall’impegno preso dall’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, che si farà portavoce, in occasione della prossima giunta regionale, di un’iniziativa volta a delineare strategie atte ad un’azione correttiva dei tagli e all’individuazione di misure compensative dei tagli stessi.

“In assessorato - ha dichiarato la Chinnici - stiamo già lavorando all’individuazione di azioni e strumenti affinché gli enti locali diano avvio a percorsi virtuosi tendenti concretamente a un riequilibrio economico-finanziario stabile”.
In tema di revisione delle società partecipate della Regione, in commissione Bilancio si è svolta l’audizione di Sergio Illuminato, amministratore delegato di Info.rac.map. La Commissione ha deciso di chiarire gli aspetti procedurali per la messa in liquidazione della società, poichè la stessa presenta una attività di eccellenza. È stato ascoltato anche Francesco La Fauci, liquidatore della società Biosphera spa, che ha sottolineato la necessità di chiudere le controversie in pendenza. E proseguono le polemiche sulla finanziaria regionale: “La finanziaria Armao-Lombardo - dice Cateno De Luca - è stata concepita per non essere approvata dal Parlamento siciliano entro dicembre 2010, cioè per far scattare l’esercizio provvisorio e consentire al presidente Lombardo di operare in solitudine sui capitoli di bilancio. La finanziaria - prosegue De Luca - prevede un ulteriore indebitamento di un miliardo di euro, tagli discrezionali su spese incomprimibili per circa 800 milioni di euro, entrate virtuali - aggiunge - in discordanza con le norme dell’ultima finanziaria regionale, un ulteriore buco di bilancio di circa un miliardo di euro per la riproposizione della valorizzazione dei beni immobili, un federalismo fiscale in salsa siciliana - conclude il capogruppo di Fds all’Ars - che farà saltare tutti i bilanci dei comuni e delle province per la riduzione di circa il 60 % dei trasferimenti ordinari”.

E Miccichè, leader di Fds, nelle polemiche contro Lombardo, risponde in merito ai mancati finanziamenti per il Sud da parte del Cipe: “Nel corso dell’ultima riunione del Cipe - ha detto Miccichè - abbiamo destinato al Sud nuove risorse per circa 477 milioni di euro, nello specifico 300 milioni alla Puglia e 177 milioni per interventi nel settore irriguo e della bonifica nelle regioni del Mezzogiorno. Dalla Sicilia non è arrivata alcuna richiesta, anzi per quanto riguarda la Ragusa-Catania il 30 agosto scorso abbiamo ricevuto una lettera firmata proprio dal Presidente Raffaele Lombardo con la quale siamo stati informati che la Regione aveva deciso di ritirare il co-finanziamento, bloccando di fatto il finanziamento nazionale già assegnato. “ Lombardo - ha concluso Miccichè -dedichi più attenzione agli interessi della Sicilia e meno ai suoi”.

Il capogruppo del Pdl all’Ars Innocenzo Leontini lamenta che la Sicilia ha già perso per incapacità di spesa, oltre 55 milioni di euro di fondi Ue e stigmatizza il comportamento di Lombardo che convoca conferenze stampa con le quali fa solo perdere tempo e non chiariscono i rapporti con la mafia e la criminalità.

Il presidente Lombardo, partecipando al programma di Radio2 “Un giorno da pecora” ieri all’ora di pranzo ha così risposto: “Gianfranco Micci che per la verità è sottosegretario al Cipe dovrebbe trarre conseguenze da questa vergognosa vicenda - ha aggiunto Lombardo -. Trarre le conseguenze di una scelta che ha subito da spettatore. Lui ci dice che i soldi non arrivano perché non abbiamo progetti. In verità i progetti non ce li fanno fare, quindi non capisco come ce li potrebbero finanziare. È come il cane che si morde la coda”. Lo stesso Lombardo, alla domanda “Cosa ne pensa di Prodi prossimo presidente della Repubblica?
“Lo voterei dieci volte. Mi sono incontrato con Prodi alla vigilia delle elezioni del 2006 ma non ci intendemmo perche’ mi disse che non credeva che la sua coalizione, se vincente, avrebbe mai permesso che si facesse il ponte sullo stretto e perché non credeva nella fiscalità di vantaggio”.
“Ho molta stima di lui - ha concluso Lombardo -, ne sento quasi nostalgia”.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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