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LÂ’assenza di infrastrutture e servizi frena lo sviluppo
di Francesco Sanfilippo

Tags: Claudio Barone, Uil Sicilia



Quali soluzioni si prospettano per risolvere il problema lavoro in Sicilia?
“C’è un elemento positivo. La Sicilia si trova in aree che crescono economicamente in modo rapido, con tassi di sviluppo del 12%, il Mediterraneo e il Medio Oriente. Certo, i Paesi di queste aree partono da livelli di sviluppo molto bassi, rispetto all’Europa, ma sono aree che richiedono sempre più beni e servizi, e che sono in contatto con le economie indiane e cinesi. In Sicilia, la dimensione d’impresa era conferita dall’appalto pubblico o dalle partecipazioni statali che però, non hanno innestato il processo di crescita. Oggi, non è più così e la Sicilia può svilupparsi confrontandosi con queste aree, ma ad alcune condizioni. Innanzitutto, occorre potenziare le infrastrutture, poiché, se le merci che arrivano dalla Cina, sbarcano in Sicilia, devono essere smistate in Europa rapidamente. In questo senso, il Ponte di Messina è il volano che garantirà tutti i collegamenti ferroviari e stradali”.

Altri fattori che ci limitano?
“Un altro problema è l’assenza di servizi organizzati come dimostra la Sanità regionale. Un ricovero costa 700 euro e il 50% è costituito da ricoveri impropri. Se potessimo invertire il processo e divenire centro di riferimento per i Paesi a forte sviluppo economico del Medio Oriente e del Mediterraneo, che richiedono servizi di livello, diventeremmo una grande porta d’accesso per l’Europa. Un altro problema è fornito delle difficoltà di accesso al credito, che costringono le aziende alla chiusura”.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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