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Un cartello avrebbe gestito i rifiuti siciliani per 20 anni
di Rosario Battiato

Chi c’era dietro la gara per i termovalorizzatori, poi bloccata. Nell’intreccio anche Altecoen, società infiltrata dalla mafia

Tags: Rifiuti, Ambiente, Termovalorizzatori, Rifiuti Solidi Urbani, Altecoen



PALERMO – Sono almeno due le relazioni in merito all’affare termovalorizzatori in Sicilia: un documento firmato da Lombardo e Russo (ex assessore all’Energia) e consegnato all’Ansa il 22 settembre scorso dove si ricostruisce tutta la storia della gara del 9 agosto 2002 e la proposta di relazione della commissione Pecorella che dedica un intero capitolo alla questione termovalorizzatori.

Le anomalie nella gara sono evidenti: società risultate infiltrate dalla mafia, come Altecoen Srl, hanno fatto parte di alcune delle quattro associazioni temporanee di imprese (Ati) che avevano vinto la gara (Palermo-Bellolampo, Augusta, Casteltermini-Castelfranco e Paternò) ed erano state costituite tutte il 25 ottobre del 2002 nel medesimo studio notarile di Tivoli con una cauzione identica, pari a 55 milioni di euro, depositata nella medesima banca.

In sostanza un cartello che avrebbe dovuto dettare tempi e spese per i prossimi due decenni di gestione dei rifiuti in Sicilia.
I nomi in ballo erano tutti intrecciati in uno stretto gioco finanziario: la prima e la seconda Ati (mandataria Elettroambiente) erano collegate dalla presenza in entrambe di Elettroambiente ed Enel Produzione, società della stessa holding (Enel spa) e operanti nell'ambito della stessa sub-holding (Generazione ed Energy management, la prima e la terza Ati (mandatarie rispettivamente Elettroambiente e Falck) collegate dalla presenza in entrambe dell’Amia Spa e dell'Emit Spa, la seconda e la quarta Ati (mandatarie rispettivamente Elettroambiente e Dgi-Daneco Gestione Impianti) sono collegate dalla presenza della Altecoen (la società incriminata per infiltrazioni mafiose), la quarta Ati, tramite la società Altecoen è collegata alla seconda Ati, e questa è a sua volta collegata alla prima Ati mediante Elettroambiente; la terza Ati, tramite le società Amia ed Emit, è collegata alla prima Ati e a sua volta. questa è collegata alla seconda Ati mediante Elettroambiente.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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