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Quattro cause pendenti per circa 200 milioni di euro
di Antonio Casa

Istruttoria civile: imprese chiedono i danni per i termovalorizzatori mai fatti. Primo bando bloccato da sentenza della Corte di giustizia Ue

Tags: Rifiuti, Ambiente, Termovalorizzatori, Rifiuti Solidi Urbani



PALERMO – Per la revoca delle autorizzazioni a costruire i quattro termovalorizzatori di Bellolampo, Augusta, Paternò e Casteltermini, le imprese che si erano aggiudicate il bando fermato dalla Corte di giustizia dell’Ue perché la gara non era stata pubblicata sulla Gazzetta europea (la successiva, bandita nel 2009) è andata deserta, ndr) hanno chiesto un risarcimento di circa 200 milioni di euro. Le cause civili, tutte in fase istruttoria, che contrappongono l’amministrazione regionale alle imprese sono quattro, una per ogni impianto mancato.

La Palermo Energia Ambiente ha chiesto 50,6 mln; la Tifeo Energia Ambiente vuole 55,2 mln; Platani Energia Ambiente ha citato la Regione per 36,9 mln, mentre per Sicil Power, fanno sapere gli uffici dell’assessorato regionale all’Energia, “l’importo non è stato ancora quantificato perché la definizione è stata rimessa alla valutazione del giudice”. è probabile, dunque, che alla fine la disputa sia su una cifra intorno ai 200 milioni di euro.

Appare evidente, però, che Lombardo non ha alcuna intenzione di ripristinare il modello dei quattro termovalorizzatori così per come erano stati concepiti nel 2002, perché oltre che essere stata una questione viziata da intromissioni criminose, era un sistema che non faceva affatto comodo all’Isola. In un’ottica di lungo periodo in molti tecnici concordano sull’utilizzo del dissociatore molecolare, impianto che rispetto alla termovalorizzazione realizza un più concreto incontro tra sostenibilità ecologica e recupero dei rifiuti. Nel piccolo comune di Peccioli è attivo il primo dissociatore italiano, i cui risultati durante la prima fase della sperimentazione, conclusa intorno alla fine del 2009, sono stati lusinghieri. La dissociazione ha ridotto del 90% il volume dei rifiuti elaborati ed inoltre sono state evidenziate emissioni in atmosfera di ordini di grandezza inferiori ai limiti di legge nonché un residuo di ceneri bianche (prive di carbonio) nell’ordine del 3%.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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