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I bambini sono condomini al pari delle persone adulte
di Iole Gagliano

Diritto al gioco negli spazi comuni ma rispetto degli altri

Tags: Bambini



È risaputo che i bambini sono rumorosi per definizione, e chi non è abituato ad averli intorno si può anche infastidire. Spesso,questo causa seri problemi nei condomini. La Convenzione sui Diritti del Fanciullo, stipulata a New York nel 1989 e ratificata dal Parlamento italiano nel 1991, riconosce “il diritto dei bambini al gioco e alle attività ricreative proprie della loro età”, ammettendo, però,che nei cortili e nelle aree scoperte delle abitazioni private il regolamento di condominio possa disporre limitazioni al diritto di cui sopra solo nelle fasce orarie stabilite dall’assemblea con la maggioranza prevista all’art. 1136 c.c. La legge di riferimento per le parti comuni di un condominio è l’articolo 1102 c.c.: “Ciascun condomino può servirsi della cosa comune, purché non alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne pari uso secondo il loro diritto”.

I bambini sono condomini al pari degli adulti, per cui non gli può essere precluso l’uso di aree comuni come il giardino e il cortile. A tal proposito l’assemblea condominiale può disciplinare l’uso della cosa comune ma non può escludere nei confronti di uno o più condomini l’esercizio del loro diritto”. (Cass. n. 135/1966). Una delibera assembleare assunta a maggioranza che ponga questo divieto è invalida, e perché una simile proibizione sia legittima e vincolante nei confronti di tutti, deve essere contenuta in un regolamento condominiale di tipo contrattuale, allegato agli atti di acquisto delle singole unità immobiliari e quindi accettato da ogni acquirente al momento del rogito notarile. La regolamentazione, pertanto, può essere disposta dall’assemblea con deliberazione adottata con la maggioranza prevista dall’art. 1136 cod. civ. (Cass. civ., sez. II, 8 luglio 1981, n. 4479). è bello, quindi, che i “nostri bambini” giochino negli spazi condominiali, in alcune ore del giorno, con la dovuta cautela e sorveglianza dei genitori, ma è anche giusto che si rispetti  la pace e la tranquillità di tutti gli altri.

Avv. Iole Gagliano
collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 26 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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