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Quotidiano di Sicilia

Sviluppo economico a basse emissioni
di Antonio La Ferrara

Primo invito a presentare proposte pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Unione europea C 302/4 del 9 novembre 2010. Secondo il bando il contributo può coprire fino al 50 per cento dei costi dei progetti

Tags: Sviluppo, Economia, Unione Europea



PALERMO - Favorire uno sviluppo economico a basse emissioni di carbonio in Europa creando posti di lavoro “ecologici” contribuendo al conseguimento degli ambiziosi obiettivi dell’Ue in materia di cambiamenti climatici: è questo l’obiettivo che si prefigge Ner 300 un programma della Commissione europea del quale è stato pubblicato il bando sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea C 302/4 del 9 novembre 2010. La suddetta gazzetta pubblica infatti il primo invito a presentare proposte ai sensi della decisione C (2010) 7499 della Commissione che definisce i criteri e le misure per il finanziamento di progetti dimostrativi su scala commerciale mirati alla cattura e allo stoccaggio geologico del CO2 in modo ambientalmente sicuro, nonché di progetti dimostrativi relativi a tecnologie innovative per le energie rinnovabili nell’ambito del sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità istituito dalla direttiva  2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio. I beneficiari del bando sono organismi singoli oppure consorzi di organismi eventualmente riuniti in “società veicolo” (il proponente, singolo o gruppo, viene definito “Project sponsor”).
 
Riguardo le spese ammissibili il bando stabilisce il contributo può coprire fino al 50% dei costi di costruzione e funzionamento dei progetti. Per quanto concerne le modalità e la procedura le proposte progettuali vanno presentate all’autorità di riferimento del Paese in cui si intende realizzare il progetto: nel caso di un progetto transfrontaliero (che si svolge in territorio di confine fra Stati membri), il Paese al quale sottoporlo è quello del Lead Partner che dovrà prendere contatto con gli altri Paesi interessati.  L’autorità di riferimento nazionale procederà ad una verifica del loro rispetto dei requisiti di ammissibilità ed ad una selezione dei progetti che intende promuovere, che presenterà poi alla Bei (Banca Europea degli Investimenti), la quale procederà, a sua volta, ad una valutazione dell’efficienza finanziaria e della fattibilità tecnica dei progetti, e se l’esito della valutazione sarà positivo, formulerà raccomandazioni alla Commissione.
 
La Commissione, infine, sulla base delle consultazioni e previa consultazione degli Stati membri interessati, adotterà la decisione sui progetti da finanziare e l’importo da assegnare agli stessi. Saranno finanziati da uno a tre progetti per Stato membro.  Relativamente alla scadenza, il termine ultimo per far pervenire le proposte progettuali al Ministero dell’Ambiente è fissato dal Ministero stesso che deve far pervenire alla Bei i progetti selezionati entro il 9 febbraio 2011.
 

 
146 mln € di fondi Ue non impegnati destinati all’efficienza energetica
 
Il Parlamento europeo ha approvato la scorsa settimana un accordo raggiunto col Consiglio per liberare 146 milioni di euro di fondi non impegnati per finanziare una serie di progetti per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili.  L’emendamento alla legislazione sul Piano europeo di ripresa energetica permetterà di utilizzare i fondi disponibili per finanziare progetti come: • ristrutturazioni di edifici pubblici e privati per migliorare l’efficienza energetica o il passaggio  alle energie rinnovabili; • la costruzione di impianti basati su fonti rinnovabili di calore e energia, con canali di distribuzione, e la loro integrazione nelle reti elettriche; • soluzioni di trasporto pubblico urbano “verde”, come veicoli elettrici e a idrogeno, e  • infrastrutture locali, compresa l’illuminazione stradale efficiente, lo stoccaggio di energia elettrica e  la predisposizione di contatori e griglie intelligenti.
I fondi che saranno messi a disposizione dal gennaio 2011 al 31 marzo 2014, si concentreranno sul sostegno alle autorità locali e regionali. I contributi ricevuti potrebbero prendere la forma di prestiti, fondi di garanzia, equities o altri prodotti finanziari. Fino al 15% delle somme corrisposte può essere utilizzato per fornire assistenza alle autorità pubbliche per la preparazione dei progetti.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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