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Catania - Comune, ecco un altro spreco e nuove “bocche da sfamare”
di Melania Tanteri

Fuoco di fila sull’amministrazione. La direzione Personale e Risorse umane risponde alle accuse. Assegnati incarichi dirigenziali senza tenere conto delle professionalità interne

Tags: Catania



CATANIA - Concorsi “pilotati” per affidare incarichi dirigenziali, pur in presenza di professionalità interne, escluse dal concorso nonostante in possesso dei requisiti.
Succede, o almeno così sembra, al Comune di Catania reo, secondo il Partito democratico, di aver bandito un concorso per il conferimento di cinque incarichi dirigenziali a tempo determinato “illegittimamente – affermano i consiglieri del Pd - considerato che come requisito di accesso in via esclusiva sono stati considerati alcuni titoli, senza che fosse tenuto conto dell’esperienza”.

Hanno, per questo, presentato un’interrogazione con richiesta di urgente risposta scritta, proprio in merito alla vicenda della selezione dei funzionari comunali ai fini della idoneità a dirigente, in cui evidenziano il mancato rispetto delle norme di legge da parte dell’amministrazione in riferimento sia all’inspiegabile esclusione di alcuni funzionari “che da anni dirigono con risultati eccellenti alcune strutture del Comune – si legge nell’interrogazione - scavalcati da altri solo perché favoriti da qualche attestato di frequenza di un corso di specializzazione, facilmente ‘conseguibile’, sia sull’inserimento ‘tardivo’, dopo l’emanazione del bando di selezione, di alcuni requisiti (docenza universitaria a contratto e seconda laurea) prima non previsti”.

“Decisione, quest’ultima – affermano ancora i rappresentanti del Pd - assunta dalla commissione di valutazione nella fase successiva alla presentazione delle domande quando già si conoscevano i nomi dei funzionari candidati”.
Una palese violazione di legge, secondo i rappresentanti del Pd, nello specifico dell’articolo 19 del d. leg. vo n 165/2001 come modificato dall’art.40 del d. leg. vo n 1502009, che avrebbe escluso dalla selezione professionalità interne, favorendo delle altre.

“Rilevato – scrivono - che l’amministrazione ha illegittimamente considerato come requisito di accesso in via esclusiva alcuni titoli, quando la norma ammette anche altre tipologie di requisiti; rilevato ancora che la violazione di detta norma da parte dell’amministrazione ha prodotto l’assurdo risultato secondo cui un candidato è stato dichiarato escluso pur in presenza di diversi anni di direzione di struttura o di elevata esperienza professionale, mentre altri funzionari in totale assenza di tali requisiti sono stati dichiarati idonei solo perché forniti di un attestato di un corso di specializzazione, pur non avendo mai diretto alcun ufficio o servizio; rilevato altresì che appare del tutto arbitraria e non conforme a legge la decisione della Commissione di valutazione di aggiungere ai fini della idoneità ulteriori requisiti non presenti né nella normativa di riferimento né nel regolamento dei servizi né nella determina dirigenziale di ricognizione interna (decisione, fra l’altro, assunta dalla commissione nella fase successiva alla presentazione delle domande quando, verosimilmente, si conoscevano i nomi dei funzionari candidati)”, i consiglieri chiedono di annullare in autotutela il provvedimento di idoneità e di procedere alla formazione di altro elenco nel pieno rispetto della normativa in vigore, nonché di avviare sull’argomento un dibattito in aula.

Rilievi infondati, per la Direzione Personale, Risorse umane e Organizzazione del Comune secondo cui “la commissione interna per la valutazione dei titoli si è attenuta rigidamente alle previsioni del decreto legislativo 165/2001 e a quelle del regolamento comunali per gli uffici e i servizi”.
Ma più di un dubbio rimane.

Articolo pubblicato il 27 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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