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Deciso il futuro di SicilFiat, stabilimento a Rossignolo
di Massimo Mobilia

Offerte note il 30 novembre, ma Regione e Ministero hanno già scelto. Investitori attratti da 450 mln messi in campo dal pubblico

Tags: Fiat, Sergio Marchionne, Termini Imerese, Gian Mario Rossignolo, Raffaele Lombardo, Giuseppe Lumia



PALERMO – Sono giorni decisivi per il futuro di Sicilfiat. E il tempo sembra girare tutto a favore di Gian Mario Rossignolo, presidente di “De Tomaso Automobili”, già sponsorizzato nei giorni scorsi da Paolo Romani, ministro per lo Sviluppo economico, e adesso ulteriormente incoraggiato nel suo progetto dall’avallo del presidente della Regione.

“Il primo dicembre andrò a Roma - ha spiegato Raffaele Lombardo - per chiedere a Invitalia di promuovere un incontro col Governo perché il progetto di Rossignolo per Termini Imerese possa andare in porto”. Il quadro dell’accordo sembra farsi ogni giorno più chiaro, così De Tomaso, dopo aver incassato l’appoggio del ministro, il benestare della Fiat che si dimostrerà “collaborativa”, si prepara a sbarcare sull’Isola col beneplacito della giunta regionale e dei sindacati.

“La proposta di Rossignolo, che incontrerò in settimana, sembra buona e seria - ha specificato il governatore -, l’offerta che mi hanno presentato sarà resa pubblica insieme a tutte le altre proposte per Termini Imerese il 30 novembre. Il loro piano industriale prevede il totale assorbimento del personale, incluso quello dell’indotto, e la realizzazione di autovetture che hanno già una fetta di mercato assicurata”. Insomma, al di là delle dichiarazioni di cortesia e di quelli che sembrano essere considerati “convenevoli” burocratici della gara, Romani, Lombardo e lo stesso Rossignolo, sono ormai convinti che l’affare sia stato concluso al punto che si prevede un anticipo del subentro rispetto i tempi inizialmente concordati.

“Il subentro dovrebbe avvenire il più presto possibile - ha proseguito Lombardo -, sarebbe auspicabile se si potesse fare i primi giorni di gennaio. Lo stabilimento di Termini Imerese è molto grande e secondo lo staff di Rossignolo ne basterebbe una parte. Quindi la Fiat potrebbe continuare a lavorare e loro cominciare a metter su quello che hanno programmato di fare, in considerazione del fatto che ci sarà un lungo periodo di insediamento prima di cominciare a produrre le nuove vetture”. Sono dichiarazioni che di fatto sembrano sancire la conclusione del dibattito su Termini Imerese, prima delle due date che dovrebbero ufficialmente fissare il post-Fiat in Sicilia.

“Il 30 novembre e il 10 dicembre - ha dichiarato Giuseppe Lumia, senatore del Pd - sono due date fondamentali entro le quali si deciderà il futuro dello stabilimento siciliano. Bisogna evitare, come è successo da quando la Fiat ha deciso di chiudere l’impianto, che le scadenze non vengano rispettate e che ad ogni tavolo si posticipino le decisioni da prendere”. Per una road-map che appare ormai decisa - c’è un piano industriale che promette il rilancio dell’industria automobilistica nell’Isola - ci si chiede però quanto contino i 450 milioni, tra Regione e governo nazionale, che pioveranno come manna dal cielo sul prossimo proprietario dello stabilimento di Termini Imerese.

“Dobbiamo scongiurare - ha concluso Lumia - il pericolo che le imprese interessate a rilevare lo stabilimento siano più attratte dalle risorse messe a disposizione dalla Regione (350 milioni in tutto) e dal governo nazionale (100 milioni) che da una vera prospettiva industriale”.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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