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Catania - Nessuna lista dei pagamenti, il Comune raggira i fornitori
di Carmelo Lazzaro Danzuso

L’elenco, richiesto ai sensi della l. 241/90, resta chiuso nei cassetti di Palazzo degli Elefanti. Il sindaco si nasconde dietro la privacy e snobba le domande delle aziende

Tags: Catania, Palazzo Degli Elefanti, Raffaele Stancanelli, Umberto Scapagnini, Roberto Bonaccorsi



CATANIA - A questo punto è lecito chiedersi: cosa c’è da nascondere? Per quale motivo il Comune non vuole rendere nota la lista dei pagamenti nei confronti dei fornitori, molti dei quali attendono ancora il versamento di somme non indifferenti? Perché ci si cela dietro il paravento della privacy  (argomento tirato in ballo dall’assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi) quando si discute di soggetti regolarmente iscritti alla Camera di commercio o agli Albi professionali, i cui dati sono dunque pubblici?
A tutte queste domande il Comune, e il sindaco Raffaele Stancanelli in quanto rappresentante dell’amministrazione insediatasi nel giugno del 2008, sembrano non voler dare risposta, lasciando numerose aziende a bocca asciutta e i cittadini con moltissimi dubbi.

Com’è noto, Palazzo degli Elefanti, dopo otto anni sotto la guida di Umberto Scapagnini, si è ritrovato in una situazione finanziaria a dir poco drammatica, con centinaia di milioni di euro di debiti e frotte di fornitori dietro la porta a chiedere quanto spettava loro di diritto.

Il senatore Raffaele Stancanelli, insediatosi come detto nel giugno del 2008, ha garantito una rapida soluzione del problema – anche avvalendosi del contributo straordinario di 140 milioni di euro arrivato dal Governo nazionale – e fatto del risanamento delle casse comunali e della regolarizzazione dei pagamenti il suo obiettivo principale.

Dal giorno in cui la nuova amministrazione è arrivata in Municipio è passato più o meno un anno e mezzo, e in un recente incontro lo stesso Stancanelli ha ufficialmente dichiarato di aver coperto la metà dei debiti nei confronti dei fornitori. Il sindaco ha addirittura comprato degli spazi pubblicitari in cui è stato definito un “risanatore” e di un’amministrazione “virtuosa”. Peccato che la realtà sia ben diversa.
In redazione, infatti, ci è giunta notizia di soggetti che dal giugno del 2008 non solo non hanno visto i propri crediti dimezzarsi, ma hanno addirittura assistito al loro aumento, in barba a tutti gli annunci e alle promesse del sindaco.

Per avere maggiori lumi, dunque, gli stessi fornitori hanno chiesto al Comune, in quanto direttamente interessati alla vicenda, un elenco dei pagamenti effettuati da Palazzo degli Elefanti nel periodo luglio 2008-ottobre 2010. Anche per capire quali siano i meccanismi che non riescono a far divenire efficiente quel “rigoroso criterio cronologico” del pagamento dei debiti di cui ha recentemente parlato anche l’assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi. Nella raccomandata con ricevuta di ritorno inviata al sindaco è stato chiesto il rilascio delle “disposizioni emanate in relazione alle modalità di pagamento dei debiti del Comune dall’insediamento” di Stancanelli; e “l’elenco cronologico (o altri consimili documenti) dal quale si evincano i debiti (con la data della loro insorgenza) e la relativa data di pagamento, compresa nel periodo dal 01/07/2008 al 25/10/2010 previo, occorrendo, oscuramento dei dati personali”.

“Si precisa – si legge ancora nel documento inviato al primo cittadino – che i fornitori di codesta amministrazione sono imprese (individuali o societarie) o professionisti necessariamente iscritte le prime al Registro delle imprese presso la Camera di commercio e i secondi all’Albo professionale e pertanto i loro dati sono pubblici e non coperti dalla legge sulla privacy”.
Ai sensi dell’art. 22 della legge 241/90, il Comune di Catania avrebbe dovuto consegnare ai fornitori che ne hanno fatto richiesta la documentazione richiesta entro 30 giorni. Ancora attendono risposta.
Sono davvero tante le cose che il sindaco e la sua amministrazione devono chiarire.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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