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Ricercatori e precariato tra i punti più controversi
di Liliana Rosano

Oggi torna in discussione alla Camera la contestata riforma Gelmini. Attesi 800 milioni annunciati nella legge di stabilità

Tags: Università, Maria Stella Gelmini



Molti rimangono i punti controversi della riforma che gli studenti contestano e che sono gli elementi chiave della legge 133. Innanzitutto, secondo il ddl, i ricercatori passano a tempo determinato con un contratto di tre anni rinnovabile una sola volta: poi o superano il concorso o diventano associati o vengono estromessi dagli atenei. Per i vecchi ricercatori il ruolo è ad esaurimento. Inoltre, il ddl non affronta la questione del precariato delle cattedre, per esempio dei docenti a contratto, quelli che da anni tengono corsi nelle facoltà spesso gratis. Secondo chi protesta, sono decine di migliaia queste figure.
 
Altro punto è la governance. La riforma introduce dei cambiamenti quadro e poi rimanda agli statuti che dovranno essere varati dai singoli atenei. L’organo di governo più importante diventa cosi il consiglio di amministrazione. Altra delicata questione è quella delle risorse. Su questo punto gli atenei si battono perché non hanno ricevuto i fondi per il 2010. Tremonti però ha annunciato nella legge di stabilità un rifinanziamento per 800 milioni di euro. La riforma Gelmini introduce dei criteri di valutazione per i singoli atenei collegandoli a una quota-premio dei finanziamenti che si aggira intorno al 7 per cento. Sarà l’Anvur, l’agenzia nazionale di valutazione dell’università l’organismo che dovrà occuparsi di questa classificazione e monitoraggio. Infine cambia il reclutamento e cambiano i concorsi. Ci sarà un albo nazionale degli idonei e le università dovranno attingere da quell’elenco. Le commissioni composte da ordinari. Ma c’è chi protesta chiedendo un ruolo unico per la docenza.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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