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Quotidiano di Sicilia

L’opera icona della battaglia contro i falsi interessi industriali
di Rosario Battiato

Cosa c’è dietro lo scontro tra Ivan Lo Bello e Pier Carmelo Russo. L’ex titolare all’Energia, ora Infrastrutture: legalità rispettata

Tags: Triangolo Della Morte, Inquinamento, Augusta, Melilli, Priolo, Rigassificatore, Erg, Pier Carmelo Russo, Ivan Lo Bello, Roberto De Benedictis



PALERMO – A ciascuno il suo. La Regione avrà avuto le sue responsabilità nel rallentamento del Piano energetico, di fatto non ancora entrato a regime, e anche negli intoppi burocratici che hanno denunciato gli imprenditori del settore delle rinnovabili durante le scorse settimane. Ma sull’affare rigassificatore l’atteggiamento seguito a Palermo, nonostante le pesanti pressioni politiche da Roma e le altrettanti asfissianti proteste degli industriali e la minaccia di Joinio Gas di fare l’impianto altrove se la situazione non si dovesse sbloccare dopo sei anni di attesa, è stato di alta responsabilità, garantendo la costruzione a patto di una serie di migliorie ambientali che altrimenti avrebbero reso quei luoghi potenzialmente mortali per la cittadinanza.

In altri termini l’attenzione richiesta da associazioni e abitanti del luogo, che da anni esigono maggiore attenzione per le dinamiche ambientali del polo, anche a dispetto del ricatto occupazionale, legge non scritta dell’industria petrolchimica isolana, ha trovato nelle giunte Lombardo una sorta di sponda politica. Un esempio su tutti quanto avvenuto la scorsa settimana tra il leader degli industriali isolani e uno degli uomini più vicini a Lombardo. Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, ha attaccato Pier Carmelo Russo, assessore all’Energia nel Lombardo ter e attualmente alle Infrastrutture, perché reo, a suo avviso, di aver ritardato in maniera “pretestuosa” lo sviluppo dell’iter per la costruzione del rigassificatore.

Russo si è difeso certificando i passaggi svolti durante il suo assessorato e l’aderenza al rispetto delle regole della sua attività. La necessità dello sviluppo ad ogni costo non può certamente bypassare la sicurezza dei cittadini, altrimenti si ritornerebbe al vecchio ritornello che ha guidato gli ultimi quattro decenni di industria petrolchimica nell’Isola.

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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