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Quotidiano di Sicilia

Palermo - L’amianto resta al suo posto in compagnia di nuovi rifiuti
di Claudio Di Gesù

Aggiornamenti poco incoraggianti sul problema dei materiali nocivi disseminati per le vie cittadine. Bonifica delle microdiscariche? Ancora niente. Ed è trascorso già un mese

Tags: Rifiuti, Palermo, Bellolampo, Amia



PALERMO - Ci eravamo lasciati dalle righe di questo giornale, il 30 ottobre di quest’anno, scrivendo di amianto e della sua pericolosità. Vi avevamo informato della sua estrema e subdola malignità che può essere causa di malattie letali e, soprattutto, della sua diffusione nelle “abbandonate discariche” (nel senso letterario delle parole) in tutto il territorio cittadino. Discariche di amianto superconosciute a tutti: all’Amia, alla Palermo Ambiente che, continua a monitorarle e a segnalarle incessantemente, anche sul sito della società. Conosciute e vissute inevitabilmente pure dai cittadini di questa città che indubbiamente oramai, si possono definire, con un termine coniato all’occorrenza, fra i più “amiantizzati “ d’Italia, soprattutto riguardo ai tempi necessari per la rimozione.

“La gara, espletata dal Comune per l’affidamento del servizio rimozione di rifiuti speciali e pericolosi, contenenti amianto, è stata fatta e aggiudicata il 17 settembre scorso ma - come c’è stato riferito un mese fa dall’ufficio contratti e appalti del Comune - sarebbe stato necessario del tempo non quantificabile, per la verifica dei documenti presentati dalla ditta aggiudicataria”. è trascorso quindi un altro mese, riguardo alle ultime notizie ricevute. A questo punto è lecito chiederci: quali sono i limiti temporali accettabili, nell’era dei computer superveloci, per non riuscire a parlare d’incomprensibili e inaccettabili lungaggini burocratiche? Quando finiremo in questa città di farci male, si proprio così, visto che a lavorare le pratiche e a richiedere, i pur legittimi controlli, non sono sicuramente dei “milanesi”, bensì concittadini di questa città. 
 
Questa insanabile e inspiegabile dicotomia tra il lavoro cosiddetto pubblico e le necessità dei cittadini in genere non porta niente di buono. Non porta alla soluzione dei problemi e nemmeno alle necessità operative di questa città che sono tante e dovrebbero essere eseguite con rapidità, solerzia e, consentiteci di dirlo, con un po’ di affetto per la propria città, soprattutto quando c’è di mezzo la salute che, rappresenta,  un bene non solo personale ma comune a tutti. La salute pubblica che vede il coinvolgimento anche, ma diremmo soprattutto, di coloro che questa rapidità nell’esecuzione di accertamenti, dovrebbe “naturalmente” espletare.

A noi rimane l’ingrato compito di rilevare questa disastrosa inerzia. Le due foto che vi mostriamo nell’articolo, evidenziano la stessa strada (a due passi dal castello della Zisa) fotografata il mese scorso e fotografata nuovamente, qualche giorno addietro.
All’amianto (purtroppo ancora presente) si sono aggiunti rifiuti ingombranti di ogni genere. è il chiaro segno che al peggio non c’è mai fine?

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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