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Se una perdita di 6 mln € è vista come una vittoria
di Michele Giuliano

Per l’Amt di Catania previsto un piano di risanamento quinquennale. Amat di Palermo, recuperato in parte un deficit da 15 milioni di euro

Tags: Trasporti, Mezzi Pubblici, Amt, Amat, Atm



PALERMO - Ognuna delle tre aziende siciliane del trasporto pubblico locale ha grossi problemi e numeri preoccupanti.
A Catania un consuntivo disastroso lo ha fatto il senatore Enzo Bianco che, spulciando il bilancio dell’Amt, ha appurato che sono quasi la metà gli autobus in servizio e circa un terzo in meno gli autisti rispetto a dieci anni fa, 3.000 i chilometri percorsi in meno, circa 5 i milioni di euro di straordinari pagati ai dipendenti. “Il servizio – ha detto il parlamentare - è in condizioni preoccupanti e inaccettabili”.

A Messina in Consiglio comunale, proprio in questi giorni, si è parlato di 654 dipendenti e solo 50 vetture attive. Un bilancio dunque da risanare così come quello dell’Amt di Catania. Ne sono consapevoli al Comune e all’interno della stessa azienda. Ecco perché il sindaco Raffaele Stancanelli e il presidente dell’azienda Roberto Sanfilippo hanno presentato in questi giorni un piano di risanamento quinquennale. Previsti tutta una serie di tagli ed economie che serviranno a evitare inutili spese e a migliorare in qualche caso il servizio.

All’Amat di Palermo si gioisce perché l’ultimo bilancio lo si è riusciti a chiudere con “appena” 6 milioni di euro di passivo: “Ci aspettavamo di chiudere con 15 milioni di passivo – ha spiegato il presidente dell’Amat Mario Bellavista – per via della riduzione da parte del Comune di 10,5 milioni del finanziamento erogato. A questo dovevamo aggiungere il costo per l’adeguamento degli stipendi al contratto nazionale di lavoro, avvenuto in sede nazionale e non più compensato dallo Stato. Nel 2009 però siamo riusciti a chiudere a -6 milioni senza tagliare i servizi”.

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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