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Catania - Tra pochi giorni un acconto dei 140 milioni di euro “salva Catania”
di Daniela Raciti

Riva: “La somma in più tranche”. Ancora da definire i criteri per pagare i debiti ai fornitori. Secondo l’assessore ci vorranno altri due anni di sacrifici e lotta all’evasione

Tags: Gaetano Riva, Catania, Cipe



CATANIA - I fondi Cipe arriveranno “spezzettati”, suddivisi in due o più tranche. Sono le ultime notizie giunte da Palazzo degli Elefanti, ancora in attesa dei 140 milioni di euro stanziati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica. La novità, confermata dall’assessore al Bilancio Gaetano Riva, non getta comunque nello sconforto gli amministratori comunali, fiduciosi sull’imminente arrivo della prima tranche dei fondi e sulle politiche di riduzione delle spese che starebbe portando buoni frutti.

“La prima tranche dovrebbe arrivare a giorni – spiega Riva – Quindi inizieremo a saldare i debiti con i fornitori”. Già, ma quale criterio verrà utilizzato? Chi verrà pagato prima e chi dopo, tra le varie aziende – piccole o grandi che siano – che continuano a vantare crediti nei confronti del Comune? “Io credo che sia opportuno scegliere un criterio temporale, chi ha debiti più vecchi dovrebbe essere pagato prima – prosegue l’assessore al Bilancio – ma in ogni caso è una scelta che dovrà essere concordata col sindaco e con la Giunta. In ogni caso, in questi mesi abbiamo già proceduto a saldare diversi debiti con i fornitori, per circa 90 milioni di euro” dice ancora Riva, spiegando che questo è stato possibile unicamente grazie al drastico taglio delle spese non necessarie.

“Certamente proseguiremo a saldare i debiti anche con le nostre forze, ma credo che ci vorranno almeno altri due anni di sacrifici”, azzarda l’assessore. Sacrifici che consisteranno in altri due anni di bilanci “quadrati”, ridotti allo stretto indispensabile per quel che riguarda le spese, “mentre si dovrà migliorare la politica delle entrate, aumentando gli incassi delle affissioni pubblicitari, dei passi carrai, delle concessioni di suolo pubblico, della Tarsu, colpendo gli evasori ma senza mai aumentare la pressione fiscale”. Quindi lotta all’evasione per aumentare le entrate e attenzione alle uscite, evitando consulenze e le spese “folli” degli ultimi anni.

Certo, il Comune potrà risolvere qualche problema con l’arrivo dei fondi Cipe, che da ottobre del 2008 ad oggi hanno fatto un lungo percorso. Dopo l’approvazione, il 30 settembre, del finanziamento da 140 milioni di euro da parte del Cipe come fondo per le aree sottoutilizzate e l’ulteriore approvazione dell’utilizzo dei fondi per coprire anche i disavanzi, seguì l’iter parlamentare. Il 3 dicembre il decreto legge fu definitivamente convertito alla Camera. Quindi i passaggi burocratici al ministero dell’Economia, poi alla Tesoreria dello Stato, infine alla Banca d’Italia. Quest’ultima dovrà accreditare le somme nelle casse comunali.

Articolo pubblicato il 19 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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