Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Il volontariato come risorsa della società
di Francesco Sanfilippo

Forum con Ferdinando Siringo, presidente Centro Servizi volontariato di Palermo

Tags: Ferdinando Siringo



Come nascono i Centri servizi?
“Questi nascono grazie a una legge-quadro nazionale sulle associazioni di volontariato, la 266/91. Questa legge prescrive i requisiti che distinguono un’associazione di volontariato da altre realtà associative. Questa prevede che le associazioni siano iscritte in un apposito registro regionale, e impone che le prestazioni siano assolutamente gratuite, cioè senza indennità o gettoni di presenza per i soci. La 266/91 è una legge di rango costituzionale, tant’è che la Corte Costituzionale ha bocciato le modifiche che alcune regioni hanno tentato di apportare”.

Quando nasce il CeSVoP? Con quali finalità? Come sono composti i Centri Servizi in Sicilia?
“Il Cesvop nasce nel 2001 a Palermo, ma si sviluppa dal 2002. Esistono molti centri di Servizi in Italia, ben 67, e sono conosciute come Cesv-Centri di Servizi, seguiti dal comune dove risiedono. I centri servizi in Sicilia sono 3, quello di Palermo che comprende le province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta, quello di Catania che include le province di Catania, Enna, Ragusa e Siracusa, e quello di Messina che comprende solamente il territorio di messinese. Ogni Centro Servizi ha un’assemblea formata da soci iscritti che elegge il comitato direttivo. Tuttavia, tutte le associazioni, possono ricevere assistenza dal Cesvop, purché in regola secondo la 266/91, non solo quelle registrate in assessorato. Chi s’iscrive, può partecipare alla vita sociale del Centro Servizi e può eleggere i propri rappresentanti nel comitato direttivo.  Ogni associazione, però, è un’entità autonoma che conduce la sua vita sociale indipendentemente dal Cesvop. Infatti, ben prima dell’istituzione del Centro Servizi, esistevano già reti di associazioni che hanno operato e che lavorano in totale autonomia. Su 4 province di competenza, ci sono 560 associazioni iscritte al registro regionale, ma sono 1200 nella realtà, poiché, diversamente dalle Onlus, non c’è obbligo d’iscrizione al registro regionale. Se desiderano di far parte del Cesvop, si associano e finora ci sono 250 organizzazioni no profit che sono diventate socie Cesvop. Con il 30% delle associazioni iscritte, rispetto al numero effettivo di enti di volontariato presenti sul territorio, il Cesvop ha la rappresentanza più forte d’Italia. Il Cesvop, pur essendo governato da volontari, ha una sua struttura burocratica e non può assumere posizioni politiche perché è una struttura di servizio, non un organo indipendente. Le associazioni, invece, possono farlo, giacché sono enti indipendenti”.

Come e da chi sono finanziati i Centri Servizi?
“Lo Stato non finanzia i centri servizi, ma impone alle Fondazioni di origine bancaria, nate con la legge Ciampi dalle banche che emettevano moneta, di mettere a disposizione degli stessi centri di servizi un quindicesimo dei loro proventi per permettere il loro funzionamento. Si tratta, quindi, di fondi privati che sono automaticamente versati nel bilancio dei centri servizi. Tuttavia, quelli che beneficiano di più sono i centri servizi che risiedono in quelle regioni dove la presenza delle fondazioni è più forte economicamente come nel Centro-Nord. In Sicilia le fondazioni autoctone sono deboli, per cui il contributo è molto meno rilevante. Esiste, però, un meccanismo di perequazione che permette alla Sicilia di ricevere un consistente contributo dalle fondazioni di altre regioni. Le fondazioni principali in Sicilia sono quella del Monte Paschi di Siena, quella della Cariplo, quella dell’Istituto San Paolo, e quella della Banco di Sicilia. I contributi sono conferiti con progetto annuale e i centri servizi sono sottoposti a un rigido controllo. Nel nostro organismo direttivo è presente un loro membro e i revisori sono scelti dalle fondazioni”.

La legge 328/00 prevede un ruolo attivo del volontariato?
“La legge 328/00 prevedeva di programmare in modo innovativo le politiche sociali, istituendo i distretti socio-sanitari e concertando le azioni con tutti gli attori sociali, non solo con le associazioni no profit. I comuni, però, preferiscono affidare servizi a cooperative sociali piuttosto che alle associazioni di volontariato”.
 


L’attività del Centro servizi a difesa dei cittadini la legge quadro fissa cinque aree di intervento

Quali e quante sono le aree di servizi del Cesvop?
“Le aree del Cesvop sono 5, eccetto l’amministrazione, fissate dalla legge-quadro. Le aree sono la Promozione del volontariato, la Formazione, la Comunicazione, la Consulenza e la Progettazione”.

Quali attività svolgono queste aree?
“La Promozione organizza iniziative pubbliche, convegni e congressi, fornitura di gadget e le attività sostenute nelle scuole per far conoscere e per far partecipare i giovani al volontariato. In questo caso, esiste un protocollo d’intesa con l’ufficio scolastico regionale dal 2003 e si collabora annualmente con 250/300 scuole in tutto il territorio di competenza. La Formazione si occupa di fornire le conoscenze e la preparazione su specifiche richieste delle associazioni e si pagano dei consulenti per fornire tali conoscenze di più alto livello possibile. La Comunicazione supporta le associazioni nell’ambito delle relazioni pubbliche con il mondo esterno, come pubblicazioni e servizi-stampa. La Progettazione è l’area che si occupa di appoggiare le associazioni per accedere a fondi e bandi esterni come i fondi europei. L’area Consulenza fornisce pareri come sulla privacy e sulle leggi sul volontariato. Il Cesvop spinge, oggi, le associazioni ad acquisire una consapevolezza propria sui problemi della società. Si tratta del concetto advocacy tipico del mondo anglosassone che l’Italia sta facendo proprio. Questo concetto significa che le associazioni devono difendere i diritti dei pazienti attivamente, non solo intervenire sulle emergenze”.
 

 
Curriculum
 
Ferdinando Siringo, nato a Palermo il 9 luglio 1963, è uno dei promotori del Mo.Vi (Movimento di Volontariato Italiano) nel 1988, di cui diventerà presidente regionale nel 1995. Dal 1996 al 2006 è rappresentante regionale per la Sicilia dell’E.I.S.S-Ente Italiano di Servizio Sociale. Dal 1999 al 2006 è vice-presidente nazionale del Mo.V.I, mentre dal 2002 al 2006 è rappresentante per il Forum del Terzo Settore ai tavoli regionali di programmazione del POR. Dal 2001 diviene presidente del Ce.S.Vo.P-Centro di Servizi per il Vontariato a Palermo.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Ferdinando Siringo, presidente Centro Servizi volontariato di Palermo
Ferdinando Siringo, presidente Centro Servizi volontariato di Palermo