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Punteruolo rosso, caso irrisolto. In Sicilia 20 mila palme colpite
di Rosario Battiato

L’epidemia iniziata nel 2007 continua a fare strage di piante. Il Conaf spiega la terapia preventiva. Oltre 16 mila abbattimenti, ma la Regione non ha ancora deciso il trattamento

Tags: Punteruolo Rosso



PALERMO – I tentativi di eliminazione sono stati molteplici, ma l’epidemia si ripresenta puntuale. Anche quest’anno il Punteruolo rosso è pronto ad attaccare le palme isolane. Nel 2010, dicono gli esperti, avverrà la peggiore epidemia che mai si sia verificata in Italia. Massima allerta anche da parte del Conaf (Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali) che nei prossimi mesi organizzerà un convegno scientifico di carattere nazionale. L’obiettivo? “Giungere ad una soluzione definitiva - ha spiegato il presidente Conaf, Andrea Sisti - che debelli il problema del Punteruolo rosso delle palme, a vantaggio del verde urbano di tutta Italia”.

Del resto in Sicilia le soluzioni tentate sono state differenti, ma nessuna definitiva. Nel corso di un workshop sui sistemi di contrasto al Punteruolo rosso, organizzato nell’ambito di Agrem 2010 presso la cittadella fieristica Emaia, Rosario D’Anna, responsabile dell’Attività fitosanitaria e vivaistica dell’Osservatorio delle malattie delle piante di Acireale, ha snocciolato i dati riepilogativi dell’infestazione da Punteruolo rosso in Sicilia orientale dal 2005 al 2009: da tre aree infestate nel 2005, Acireale, Acicastello e San Giovanni La Punta si è passati, nel 2009, a 75 aree, mentre il numero di palme colpite dal Punteruolo rosso è passato dai 50 individui ai 2.433 del 2009. Nel 2010, da gennaio a maggio, nella Sicilia orientale sono stati 227 gli esemplari segnalati a Catania, 128 a Ragusa, 91 a Siracusa, 74 a Messina e 9 ad Enna.

Complessivamente in Sicilia da luglio del 2007 a gennaio del 2010, secondo i dati rilevati dal dipartimento regionale delle Foreste Demaniali, le palme colpite dall’epidemia sono state 19.343, di queste 16.182 eliminate. Adesso anche la stagione degli attacchi è mutata e quindi la tempistica degli interventi deve essere rimodulata.

“In passato gli attacchi si verificavano nel periodo giugno-luglio - ha precisato Giovanni Chiofalo, coordinatore del dipartimento Verde Urbano del Conaf - adesso a settembre e ottobre, a causa dell’innalzamento medio delle temperature”. Secondo il Conaf bisognerebbe intervenire tra agosto e settembre, il periodo in cui arrivano le larve.

La modalità di prevenzione si chiama endoterapia, cioè “un sistema di difesa del verde urbano che permette l’eliminazione di insetti nocivi senza disperdere prodotti chimici nell’ambiente”. Sempre secondo Chiofalo si tratta di utilizzare un apposito strumento che permette di iniettare nel fusto della pianta “a 80 centimetri da terra, un insetticida che non è dannoso per la pianta ma che uccide la larva del Punteruolo”. Il costo del trattamento è di 120 euro ad intervento, che deve essere associato al cosiddetto “metodo a pioggia”, che prevede la diffusione di una soluzione antiparassitaria per “avere un intervento efficace anche sulla chioma”.

In definitiva il costo di ogni trattamento è di 200 euro a pianta. Una necessità anche a dispetto delle recenti polemiche, scoppiate lo scorso ottobre, in merito ad un decreto del 30 marzo 2010, in cui la Regione aveva stabilito di non seguire più le indicazioni fissate dal ministero dell’Agricoltura per la lotta al Punteruolo rosso (il decreto n. 294) e basarsi esclusivamente su quello nazionale che lascia alle Regioni margini di autonomia sul tema.

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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