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Quotidiano di Sicilia

Università siciliane a portata di click
di Elisa Latella

I siti internet dei quattro atenei regionali sono stati tra i più cliccati nel mese di ottobre: prima Messina con 920 mila visite. Nel corso di 12 anni i portali si sono sviluppati sino a diventare dei veri e propri sportelli virtuali

Tags: Internet, Università



PALERMO - La digitalizzazione della Pubblica amministrazione avanza velocemente nelle università siciliane. Almeno secondo le stime fornite da Google con lo strumento “DoubleClick Ad Planner”, che vede nella  classifica dei siti web della Regione siciliana il sito dell’Università di Messina, con 920 mila visite e quasi dieci milioni di pagine viste al terzo posto tra i siti più “cliccati” nello scorso mese di ottobre; al primo posto si  trova il sito dell’Università di Catania, con un milione e 600 mila visite e 19 milioni di pagine. Nella classifica il sito dell’Università di Palermo, con 690 mila visite e 3 milioni e 100 mila pagine viste, figura al sesto posto, e quello dell’Università “Kore “ di Enna, con 140 mila visite ed un milione 100 mila pagine viste, è al diciassettesimo.

Numeri che fanno pensare che il sito web, nato circa dodici anni fa quasi come “vetrina” della Pubblica amministrazione si è sviluppato al punto di essere quasi uno sportello virtuale, a cui si possono fare domande e avere risposte. Il tutto a portata di click.

Le domande da porci in questo viaggio virtuale sono due: la prima, fino a che punto il sito web è una carta di identità veritiera di una pubblica amministrazione e fino a che punto incide il fattore marketing; la seconda è quanto un sito web efficiente di una università possa snellire file in segreteria, velocizzare il lavoro, evitare fraintendimenti, elevare il livello di trasparenza.

Entriamo all’Università di Messina attraverso una porta chiamata www.unime.it.
Il sito dell’Università della città dello stretto inizia presentando l’ateneo con lo slogan “Tradizione e cambiamento al centro del Mediteranno”. Veritiero, sobrio, storicamente e geograficamente azzeccato. Nulla da dire.
Nel menù a sinistra un indice chiaro offre varie sezioni alternative: ateneo, didattica-facoltà, studenti, orientamento, e-learning, sezione disabili, ricerca, biblioteche, bandi e concorsi, relazioni internazionali, curriculum dei docenti, trasparenza,  valutazione e merito, e ancora il parco progetti ed il 7° programma quadro, il settore comunicazione e la mappa di organizzazione del sito. Comunicati stampa al centro (alle novità il posto d’onore) e comunicazioni di servizio e notizie varie (di minore rilievo a destra). Come prima pagina non c’è male.
 
Analoga la struttura di www.unipa.it, porta attraverso cui entriamo virtualmente nell’ateneo del capoluogo siciliano, che nel corrispondente menù a destra elenca le sezioni delle facoltà, inserendo le comunicazioni di servizio o di minor rilievo dopo i comunicati.

Completamente diverso l’assetto del sito web dell’ateneo catanese che raggruppa quattro portali: oltre al principale portale Unict, il portale studenti, il portale del personale servizi didattici per i docenti, il portale del personale dei servizi amministrativi.
A primo impatto più ordinato, il sito web dell’Università di Catania nei suoi cassetti riserva anche sorprese: tra l’altro, nel portale Unict, un aggiornatissimo bollettino d’ateneo (una molto meno aggiornata sezione eventi e comunicati stampa, ferme a circa sei mesi fa), dei menù laterali che riprendono quelli delle homepage dei siti degli altri due atenei.
 


Siti-sportello che semplificano la vita agli studenti siciliani
 
Negli altri tre portali del sito dell’Università di Catania, dedicati rispettivamente a studenti, personale docente e personale amministrativo, gli interessati possono accedere tramite una procedura di registrazione, tramite login e password, e snellire molte attività che diversi anni fa richiedevano file in segreteria (relative per esempio a pre-iscrizioni, iscrizioni e simili). Anche i siti delle Università di Palermo e di Messina, così come anche quello dell’ultima nata, l’Università Kore di Enna, prevedono delle aree riservate, ma sono molte le informazioni “già in vetrina”.
Complessivamente i siti web delle Università siciliane, facilmente accessibili da qualsiasi pc, si presentano più come siti-sportello, con notevoli vantaggi in termini di risparmio di tempo, che come siti- vetrina e questo spiega presumibilmente l’elevato numero di visite. Chi visita il sito web una volta ci ritorna perché sa che questo può voler dire avere un’informazione. L’aggiornamento a portata di click è la prima - ma non l’unica - forma di trasparenza.
 


Trasparenza. Regolarmente online i curricula dei docenti
 
Sui curriculum del personale docente dei siti web, nulla da dire: li troviamo (più in evidenza a Palermo e a Messina, più difficile reperirli sul sito dell’Università di Catania). Ci limitiamo a dire che la trasparenza non finisce qui nella ricerca e nella docenza universitaria. Sono troppi i cognomi simili (in tutta Italia, non solo in Sicilia) e si sa che non è vero che i figli e i nipoti dei professori sono sempre i più bravi. Magari c’era stata qualche matricola dello stesso anno  che li aveva anche bruciati nei tempi, conseguendo la laurea in tre anni e una sessione con la lode accademica, stupendo i loro stessi genitori, che insegnavano in quegli stessi atenei. Atenei che poi ai ragazzi in gamba, figli però “di nessuno”, hanno chiuso le porte rendendoli spesso cervelli in fuga. Leggendo certi curriculum da lontano qualcuno magari sorride con un pò di amarezza. Pensando che non bastano curriculum su siti web per rendere trasparenti quelle  roccaforti chiamate Università italiane, che per generazioni sono state di dinastie.
Se è vero che Internet da un lato ha democratizzato le informazioni sull’accesso a  molte professioni elitarie, se è vero che le novità in materia di obblighi di trasparenza hanno fatto la loro parte, è anche vero però che la strada è ancora lunga. Le università italiane dovrebbero diventare dinamiche e trasparenti dal di dentro… per essere all’altezza dei loro siti web.

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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