Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Incassare direttamente le imposte dei petrolieri
di Michele Giuliano

Se si attuasse lo Statuto il Governo potrebbe contare su 8 miiardi di euro. Le compagnie producono da noi ma pagano a Roma



PALERMO - Che gli enti locali siciliani siano lontani come mentalità dal federalismo fiscale lo conferma ciò che accade giorno dopo giorno. L’emblema è sicuramente la Regione, che contempla all’interno del suo Statuto autonomo una norma che in qualche modo attua questa idea di federalismo. Ma di fatto non è mai stata applicata.

Si tratta dell’articolo 37 che recita testualmente: “Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi. L’imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima”. Da questa norma il Governo siciliano potrebbe trarre notevolissimi vantaggi, per l’esattezza 8 miliardi di vantaggi. Questa la cifra che le casse del Governo di Palazzo d’Orleans potrebbe ricavare se attuassero l’articolo dello Statuto autonomo in modo da incassare direttamente le imposte delle grandi compagnie petrolifere, come Eni ed Erg, e l’Enel, solo per citarne alcune.

Queste, pur producendo in Sicilia, corrispondono le imposte allo Stato perché hanno una sede legale fuori dal territorio siciliano. Irpef, Iva ed Ire quindi finiscono nelle tasche del governo nazionale. Questa cifra farebbe rientrare le casse della Regione dal loro disavanzo che ammonterebbe a ben 5 miliardi di euro qualora entrerà a regime il Federalismo Fiscale.
Questa infatti è la spesa che la Regione dovrà affrontare per la Finanza Locale, l’Istruzione, la Sanità, l’Università e l’Assistenza secondo uno studio della Corte dei Conti.

Articolo pubblicato il 19 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento
  • Costi standard, finora solo annunci - Federalismo. Gli effetti in Sicilia della riforma nazionale.
    Enti e sprechi. La Pa isolana deve iniziare a stringere la cinghia. Qui sette cittadini su cento sono dipendenti pubblici. La copertura della spesa a carico degli abitanti è ferma al 33%.
    L’evasione. Per il ministro per la Semplificazione è il primo nemico: “I Comuni non saranno più indifferenti verso quei soggetti che dichiarano zero e poi girano in Ferrari”. (19 giugno 2009)
  • Cronoprogramma. Le tappe di attuazione della riforma - (19 giugno 2009)
  • Incassare direttamente le imposte dei petrolieri -
    Se si attuasse lo Statuto il Governo potrebbe contare su 8 miiardi di euro. Le compagnie producono da noi ma pagano a Roma
    (19 giugno 2009)
  • Macchina amministrativa nuove regole ed efficienza -
    Milazzo (Cisl): “Unioni di Comuni per la gestione integrata dei servizi”. Indispensabile superare la mentalità del “proprio orticello”
    (19 giugno 2009)


comments powered by Disqus