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Quotidiano di Sicilia

Sagre e feste popolari nei borghi per scoprire i sapori locali natalizi
di Giulia Cosentino

Tante le occasioni per gustare i piatti tipici del Natale siciliano nei centri storici dell’Isola tra presepi e alberi addobbati. Si parte con la cuccìa di Santa Lucia e si continua con il buccellato palermitano e le specialità etnee

Tags: Speciale Enogastronomia, Natale



PALERMO - Natale è tempo di doni, di feste religiose e folcloristiche, di città in festa, di presepi e di alberi addobbati. Ma è anche tempo di tavole imbandite con pietanze appetitose e particolari, delle quali è possibile respirarne il profumo e degustarne il sapore soprattutto nelle sagre enogastronomiche che, di anno in anno, vengono allestite nelle piazze principali delle città nel corso di altre manifestazioni popolari. Rappresentano occasioni di conoscenza e di incontro delle tradizioni, del gusto e dei prodotti tipici della nostra regione, ma anche opportunità per scoprire o ritrovare la bellezza dei luoghi più periferici o minori dell’Isola, considerati marginali, ma che conservano intatti i valori antichi di autenticità ed accoglienza.

Se il torrone, la schiacciata e le crespelle di riso sono alcune delle pietanze più conosciute del Natale in Sicilia, la cuccìa e il buccellato rientrano, ad esempio, tra i prodotti più caratteristici delle festività locali. La prima, conosciuta anche come “dolce di Santa Lucia” a base di grano, la si può degustare domenica 12 dicembre nel corso della XVI sagra della cuccìa a San Michele di Ganzaria e nei giorni 12-13, presso il comune di Mirabella Imbaccari, sempre nel catanese.

Fino al 19 dicembre invece, nel borgo medievale di Caccamo in provincia di Palermo, è possibile degustare i prodotti tipici di eccellenza, come i “taralli di carnevale”, il “cannolo scomposto”, il “panettone ed il liquore di limone” ed il tradizionale buccellato. Si ratta di un impasto di pasta frolla, decorata e forgiata in vari modi (spesso a forma di ciambella) ripieno di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d'arancia e ingredienti che variano a seconda delle zone in cui viene preparato. Ed è sempre in provincia di Palermo, a Marineo, che a questo dolce natalizio è dedicata una sagra per tutto il mese di dicembre.

Spostandoci verso Trapani, esattamente nel centro storico e lungo il piazzale Funivia di Erice, fino al 6 gennaio, tra i numerosi stand allestiti per il tradizionale mercatino di Natale, è possibile assaporare un ottimo bicchiere di passito ed una genovese. Se ci incamminiamo nella parte centrale dell’Isola, a Marianopoli, in provincia di Caltanissetta, dal 16 dicembre fino al 5 gennaio si può prendere parte alla sagra della ricotta che culminerà l’ultimo giorno con la “parata di Natale” e la distribuzione di tuma e ricotta calda preparata dagli allevatori e la “cicirata”, ovvero la distribuzione di ceci cotti.

A Longi, in provincia di Messina, tra mercatini, mostra di presepi e dolci tipici delle feste, si potrà invece assaporare, fino al 5 gennaio, il “Suino nero” nel corso di un’apposita sagra ad esso dedicata. Se a Catania il clima di festa si respira in qualche via e piazza, nei paesini ai piedi dell’Etna, tra luminarie e presepi è possibile visitare, fino al sei gennaio, i tradizionali mercatini.  A Trecastagni, per esempio, come ogni anno, è possibile passeggiare lungo gli stand del mercatino allestito nella piazza principale, gustando un caldo waffel o sorseggiando vin brulé.

Ad Aci Sant’Antonio viene allestita la fiera-mercato in cui è possibile trovare prodotti artigianali, degustare la “ricotta cu seru” e le pietanze tipiche locali (marmellate, frutta secca, formaggi e salumi, aranciate, pistacchio). Tra le diverse e numerose specialità di cui il nostro territorio è ricco, non resta quindi che farsi un giro dell’Isola per degustare e respirare il profumo della festa.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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