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Siciliani “imbottiti” di antibiotici
di Liliana Rosano

Abusi. Prescrizioni e consumo di antibiotici nell’Isola.
Spesa di 28,84 € per abitante. Tanto si spende in Sicilia ogni anno contro una spesa pro capite di 11,24 euro in Lombardia, virtuosa come quella di Veneto, Bolzano, Friuli e Liguria.
Destinare le ricorse sprecate alla Ricerca. Le somme recuperate restringendo l’attuale spesa esagerata, potrebbero essere impegnate per incrementare la ricerca scientifica.

Tags: Farmaci, Sanità, Aifa



Sono 74 milioni di euro i soldi che la Sicilia potrebbe risparmiare se solo adottasse la media dei consumi giornalieri di antibiotici della Lombardia ed anche i costi. Da una ricerca dell’Agenzia italiana del farmaco, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità è emerso che la Sicilia, insieme alla Campania, fa un uso esagerato di antibiotici, mettendo a rischio la salute degli stessi abitanti, dal momento che si sviluppa l’antibioticoresistenza.

i medici devono ricordare che gli antibiotici vanno prescritti solo quando è strettamente necessario e semmai i meno costosi sono quelli per via orale. I cittadini devono rendersi conto che gli antibiotici non vanno presi per raffreddori e influenza perchè non curano le malattie virali. L’Italia è tra le regioni europee col più alto tasso di consumo e di spesa per antibatterici. 413 milioni si potrebbero risparmiare in tutto il Paese e destinare piuttosto alla ricerca scientifica.
 
Siciliani popolo di malati. Sarebbe questa la prima osservazione spontanea dopo aver letto l’ultimo Rapporto dell’Aifa sul sovraconsumo e la spesa dei farmaci antibiotici in Italia. Ancora un volta la Sicilia è in testa alla classifica delle regioni italiane per eccesso sia di consumo che di spesa degli antibiotici.

I numeri diffusi nel Rapporto mostrano ancora una volta un’Italia divisa in due: con un Nord che risparmia e spende poco e un Sud sprecone con una spesa sanitaria eccessiva per farmaci antibatterici.
Campania, Puglia e  Sicilia rappresentano insieme il 60% della spesa per antibiotici a carico del sistema sanitario nazionale. Soltanto nel 2009 il sistema sanitario dell’Isola ha speso 124,5 milioni euro per il consumo totale di antibiotici, con un costo per abitante pari a 25,84 euro.

Al primo posto della classifica dell’Aifa la regione Campania che ha sborsato 146 milioni di euro per antibotici sostenendo una spesa pro capite di 27,79 euro. Un consumo eccessivo che potrebbe essere anche evitato considerando il fatto che l’uso o meglio l’abuso di antibiotici porta ad una immunoresistenza. Infatti l’Italia in generale è tra i paesi con il più alto tasso di antibioticoresistenza tra gli abitanti. Solo Grecia e Cipro fanno peggio.

Partendo da questa situazione, l’Agenzia italiana per il farmaco, d’intesa con l’Istituto superiore di sanità, ha avviato una campagna di comunicazione “Antibiotici, difendi la tua difesa. Usali con cautela”, volta a sensibilizzare i cittadini su un uso corretto di questi medicinali. La campagna, giunta alla terza edizione, ha altri due obiettivi importanti: limitare gli eccessi della spesa in questa direzione (destinando le somme recuperate alla ricerca) e combattere il fenomeno (in crescita) della resistenza agli antibiotici.

Due sono anche i messaggi fondamentali rivolti ai medici ed ai cittadini: intanto, gli antibiotici vanno presi solo quando è necessario e nei modi stabiliti dal medico nella necessaria prescrizione; inoltre, gli antibiotici non curano le malattie virali: quindi non vanno presi per raffreddori e influenza. Un uso scorretto di questi medicinali, afferma lo slogan della campagna, rischia infatti di rendere i batteri più resistenti alle difese e di neutralizzare “l’arma preziosa” rappresentata appunto dagli antibiotici. La campagna di comunicazione preseguirà fino alla fine di gennaio 2011 attraverso spot televisivi, inserzioni sui giornali e locandine affisse su autobus e in aeroporti e stazione ferroviarie.

Tornando alla situazione in Sicilia, l’Aifa ha calcolato che se la spesa giornaliera media di antibiotici in Sicilia fosse di 17,25, anziché di 31,71 € il risparmio per le casse sarebbe notevole. Infatti dai tanto discussi 124,5 milioni euro si passerebbe a quasi 68 milioni euro permettendo al sistema regionale di risparmiare quasi 57 milioni euro.  Infine, se tutte le regioni si allineassero al consumo medio di quelle più virtuose (Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto e Valle D’Aosta) con 17,25 dosi medie giornaliere ogni 1.000 abitanti, si potrebbe ottenere un risparmio quantificato in 316,6 milioni di euro, mentre se il costo per dose media giornaliera fosse in tutte le regioni pari a quello della Lombardia (1,66 euro) si otterrebbe un risparmio di 155,8 milioni di euro.

Attualmente è in testa la provincia autonoma di Bolzano con un consumo osservato in dose giornaliera pari a 13,05, a seguire il Friuli Venezia Giulia con 15,49, la Liguria con 17,48, il Veneto che ha un consumo di 17,91. Non lontana dal target di riferimento la regione Lombardia (18,51), la Valle D’Aosta (18,18) e il Piemonte (18,79).
Riducendo le prescrizioni insomma, le Regioni potrebbero anche contenere la propria spesa sanitaria in termini che inciderebbero, ad esempio, nel Lazio per il 29%, in Puglia per il 43% e in Sardegna per il 20%, e i cittadini potrebbero guadagnarci in salute.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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    (10 dicembre 2010)
  • Prevale l’uso di antibatterici a iniezione, più costosi di quelli per via orale -
    La conseguenza dell’abuso è la resistenza a potenti antibiotici e dunque la salute dei cittadini è messa a rischio. La Sicilia con la Campania presentava nel 2008 il più alto tasso di consumo medio giornaliero
    (10 dicembre 2010)
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