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Quotidiano di Sicilia

Prevale l’uso di antibatterici a iniezione, più costosi di quelli per via orale
di Liliana Rosano

La conseguenza dell’abuso è la resistenza a potenti antibiotici e dunque la salute dei cittadini è messa a rischio. La Sicilia con la Campania presentava nel 2008 il più alto tasso di consumo medio giornaliero

Tags: Farmaci, Sanità, Aifa



PALERMO – Ora che il ceppo antibatterico è arrivato anche in Europa c’è davvero da preoccuparsi. Se cresce il consumo per gli antibiotici, cresce anche la preoccupazione che una resistenza ad un potente antibatterico è un vero pericolo per la salute dei cittadini. L’Italia è tra le regioni europee con il più alto tasso di consumo e di spesa per antibatterici.

Soltanto nel 2009 la spesa totale per antibiotici è stata pari a 1,038 miliardi di euro con un consumo medio giornaliero di 24,22 dosi in crescita del 2 per cento rispetto al 2008. Nel quadro del panorama nazionale, la Sicilia è tra le regioni con un consumo elevato che comporta una spesa eccessiva a carico del sistema sanitario nazionale.

Il Rapporto dell’Aifa ha calcolato che nel 2009 il consumo ha visto uno scostamento tra le regioni virtuose (Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia intesta) e quello meno virtuose (Sicilia, Campania, Lazio) di 6,96 dosi medie giornaliere mentre la spesa media per abitante ha uno scostamento tra i due gruppi di regioni pari a 14,83 euro. Si è calcolato che se il consumo delle regioni sprecone fosse allineato a quelle virtuose, si avrebbe un risparmio nazionale pari a 316 milioni di euro.

Se invece fosse il costo degli antibatterici per media giornaliera ad essere allineato a quello della Lombardia (che con 1,66 euro ha in assoluto il costo più basso) si avrebbe un risparmio di 155, 8 milioni di euro per un totale di 413 milioni di euro. Ad influire sul costo per media dose giornaliera è la prevalenza dell’uso degli antibatterici iniettabili che rispetto a quelli orali presentano dei costi maggiori. La Sicilia insieme alla regione Campania, presentava nel 2008 il più alto tasso di consumo medio giornaliero di antibatterici parentali con un consumo pari a 1.19. In Italia, nel 2009 è stata la Valle d’Aosta ad avere una spesa per antibatterici contenuta e virtuosa  (neanche 2milioni euro). A seguire le province autonome di Trento (5 milioni e 800 mila euro) e Bolzano (quasi 4 milioni euro). Contenuta anche la spesa del Friuli Venezia Giulia (12 milioni euro) e della Toscana (60 milioni euro). E più si scende al Sud, più le cifre salgono, fino ad arrivare a quei 124,5 milioni euro della Sicilia.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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