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Quotidiano di Sicilia

I 390 rilievi mai sanati, l’Anas ha presentato i conti
di Rosario Battiato

La revoca della concessione già proposta nel 2008, Cas sordo ai solleciti. Vanno cercate le responsabilità dei vari vertici del Consorzio

Tags: Autostrade, Cas, Anas



PALERMO – Una storia che viene da lontano. La fine della concessione del Consorzio per le autostrade siciliane (90% di proprietà della Regione Siciliana e il resto distribuito tra le Province regionali di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa, le Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura di Catania, Messina e Siracusa, il Consorzio Asi di Messina, i Comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Catania, Messina, Patti, Siracusa, Rosolini, Modica e Gela) – su 300,5 km di autostrade isolane (A20 Messina-Palermo - 181,8 km, A18 Messina-Catania - 76,8 km, A18 Siracusa-Gela - 41,9 km fino a Rosolini) era già stata proposta dall’Anas nel luglio del 2008 al ministro competente. Tra le motivazioni attuali si rilevano 390 non conformità rilevate e non sanate, nonché, recita una nota dell’Anas “a causa di numerosissimi solleciti su lavori non eseguiti”.

Proprio a causa di questi fattori, non direttamente imputabili ai dipendenti, secondo i sindacati, si promette battaglia. L’8 dicembre scorso le sigle sindacali unite, ad esclusione della Cgil, hanno firmato un documento in cui ribadiscono l’estraneità dei lavoratori allo stato di sicurezza della autostrade siciliane, precisando di schierarsi contro “la mala gestione interna e la disattenzione della politica che ha trattato l’ente gestore di un servizio pubblico continuativo con implicazioni di sicurezza, per utenti e dipendenti, come un qualsiasi apparato burocratico”. La richiesta è quella di individuare le responsabilità nella dirigenza “per la cattiva amministrazione dell’ente”. Tuttavia ipotesi sul futuro restano aperte, anche perché all’Anas non sono bastate due settimane di tempo per rispondere alle nostre domande sul futuro delle autostrade siciliane e sul destino dei 450 dipendenti che negli ultimi anni hanno lavorato grazie al pagamento dei pedaggi annuali che la Regione girava al Consorzio.

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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