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Quotidiano di Sicilia

Programma Onu per diminuire la Co2 emessa dalle discariche
di Rosario Battiato

Per gli esperti è l’inizio della terza rivoluzione industriale, stavolta in chiave ambientale. In Sicilia già presente una società in grado di catturare il biogas emesso dai rifiuti

Tags: Discariche, Co2, Onu



PALERMO – Ambiente e rifiuti sempre più al centro delle agende di governo regionali e nazionali. Nei giorni in cui Raffaele Lombardo da un convegno catanese promette una Sicilia all’avanguardia sul fronte della pirolisi e dei dissociatori molecolari arriva uno studio delle Nazioni Unite che, una volta di più, va a corroborare l’idea che la gestione dei nostri scarti deve essere quanto più adeguata possibile in rapporto alla sostenibilità ambientale. Secondo l’Onu per tagliare le emissioni di Co2 bisogna coinvolgere anche le aziende addette alla gestione rifiuti in quanto proprio questo settore potrebbe diventare strategico nella riduzione dei gas serra. Tra le priorità consigliate nella relazione ci sono la contrazione delle materie prime utilizzate dall’industria, lo stoccaggio del carbonio e la raccolta del metano delle discariche per la valorizzazione energetica.

Secondo quanto contenuto nello studio del Programma Onu per l’ambiente (Unep) il settore della spazzatura contribuisce per una porzione dal 3 al 5% alle emissioni di gas serra del pianeta, ovvero un dato pari a quello prodotto dal trasporto aereo e marittimo. I dati in generale sono tutt’altro che confortanti: il metano è ritenuto 25 volte più nocivo nell’arco di un secolo rispetto alla Co2. Tuttavia gli apparati tecnologici adeguati permettono di recuperare fino all’80% del metano emesso.

In Sicilia si discute da tempo della gestione del biogas emesso dalle discariche e proprio il duo Francesco Galanzino, imprenditore piemontese a capo di Entsorga, azienda specializzata nel compostaggio dei rifiuti, e Catanzaro Costruzioni, gruppo siciliano in prima fila nella lotta antimafia che gestisce la discarica Siculiana, hanno realizzato nei mesi scorsi la Co2 Balance, una società costruita con l’intento di catturare il biogas delle discariche a causa della fermentazione dei rifiuti per un mercato potenziale che può arrivare fino a 250 milioni di euro. Proprio il metano, parte integrante del biogas emesso dai rifiuti organici, è una delle componenti essenziali che permette il funzionamento delle centrali energetiche. Tuttavia solo il 50% del biogas solitamente può vantare una quota di metano utile a dar vita alle centrali, mentre un quarto del totale viene espulso come anidride carbonica. Il restante 25% viene espulso in atmosfera, nonostante le normative comunitarie che lo vietano esplicitamente perché contiene sostanze pericolose come benzene e diossine. Proprio l’accoppiata siculo-piemontese dovrebbe sopperire a queste difficoltà.

Per la Sicilia tuttavia c’è ancora molto da lavorare. Gli ultimi dati diffusi non danno grande risonanza alla realtà siciliana in termini di produzione di biogas. La maggiore concentrazione si trova infatti distribuita nelle regioni Settentrionali: leader la Lombardia con 48 strutture, seguono l’Emilia-Romagna con 30, il Veneto con 17 e il Trentino con 34. I dati sono stati diffusi nel corso del convegno dal Crpa (Centro ricerche produzione animali) e sono aggiornati al 2009. La terza rivoluzione industriale passa anche da qui.

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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