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Catania - Ben 60 mila avvisi per Ici e Tarsu. Mistero sulla cifra da recuperare
di Melania Tanteri

L’amministrazione non si sbilancia sulla quantità di denaro che dovrebbe arrivare nelle casse dell’ente. Il Comune ha illustrato le procedure avviate per la lotta all’evasione fiscale

Tags: Catania, Tarsu, Ici, Roberto Bonaccorsi, Agenzia Delle Entrate, Agenzia Del Territorio



CATANIA - La lotta all’evasione tributaria, annunciata dall’amministrazione comunale come una delle azioni per coprire l’ingente debito fuori bilancio, sta per tramutarsi in realtà con l’invio a decine di migliaia di cittadini degli avvisi di accertamento.
Ieri mattina l’assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi, e il ragioniere generale, Giorgio Santonocito, hanno  infatti reso note le procedure avviate dal Comune per dare maggiore incisività alla lotta all’evasione e per distribuire equamente il carico tributario con l’invio di circa sessantamila avvisi di accertamento Tarsu e Ici riferite agli anni dal 2005-2009, dal momento che tutte le posizioni sottoposte a verifica sono riferite all’ultimo quinquennio.

“I dati – ha spiegato Bonaccorsi - sono emersi dal controllo informatizzato dei dati dichiarati dai contribuenti incrociati con quelli in possesso dall’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia del Territorio, della Capitaneria di Porto e da altri Enti, e stanno comportando l’emissione di avvisi di accertamento per gli eventuali tributi non corrisposti e per sanare situazioni di presunta irregolarità, così da evitare un contenzioso con il Comune”.

Sarà, anche se dalle testimonianze raccolte nelle scorse settimane (alcune migliaia di avvisi sono infatti già stati spediti) emerge un quadro un po’ diverso, con un’alta percentuale di cittadini “in regola” raggiunti lo stesso dagli avvisi e costretti a recarsi presso gli sportelli di Palazzo dei Chierici, per chiarire la propria posizione.
“Un margine di errore è fisiologico – ha continuato l’assessore – e può succedere che i dati al Catasto non siano aggiornati, per mancata voltura catastale, per successioni non registrate o altro”.

Questo uno dei motivi per la predisposizione di una serie di iniziative, volte proprio ad agevolare l’utenza: tra le altre cose, è stato attivato il numero verde 800162040 e due indirizzi e-mail dedicati, tarsu@comune.catania.it e ici@comune.catania.it, mentre sul sito ww.comune.catania.it sono state inserite le risposte alle domande più frequenti sull’argomento e tutte le informazioni necessarie. Infine, sarà attivata a Palazzo dei Chierici un’area di prima accoglienza per le informazioni di primo livello.

“L’azione - ha spiegato Santonocito - è ispirata al principio di equità contributiva, mira a garantire al Comune una sana gestione finanziaria, lasciando inalterato il carico fiscale dei cittadini, essendo di tutta evidenza che quanti più utenti pagano il dovuto, minore sarà il carico fiscale per tutti gli altri”.

Eppure sono molte le perplessità e le critiche sollevate: da un lato, infatti, sono stati espressi dubbi sulla effettiva possibilità di riscossione. Secondo Puccio La Rosa (Fli) “molte delle cartelle che stanno arrivando, probabilmente in gran numero, non avranno i requisiti per poter essere effettivamente riscosse”. Inoltre è stata lamentata la mancata concertazione con le associazioni di consumatori, espressione dei cittadini.

“Oltre al fatto che l’amministrazione – ha sottolineato Claudio Melchiorre, rappresentante dell’Adoc – tiene chiusa nel cassetto da due anni la delibera, votata dal Consiglio comunale, per istaurare un processo di conciliazione e sanare il contenzioso, l’azione messa in atto è vessatoria e costringerà i cittadini a dover farsi periziare la casa a proprie spese (ad essere accertata, infatti, oltre la regolarità del pagamento, anche l’effettiva metratura degli appartamenti) o, in caso di errore, e di errori ce ne sono tanti, a spendere soldi e tempo per dimostrare le proprie ragioni”.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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