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Web, furti d’identità e phishing, tutte le difese per i consumatori
di Eloisa Bucolo

Cambiare frequentemente i codici identificativi, aggiornare l’antivirus

Tags: Web, Internet, Phishing, Antivirus



CATANIA - In tempi di cybercrimine, anche un’abitudine apparentemente innocua, come leggere la propria posta elettronica può talvolta rivelarsi pericolosa. In ambito informatico è sempre più diffusa la pratica illegale del phishing, spillaggio di dati sensibili, che consente, mediante l’utilizzo delle comunicazioni elettroniche più diffuse, e-mail e messaggi istantanei, di rubare l’identità degli utenti.

Falsi messaggi, apparentemente provenienti dalla propria banca o da una rinomata azienda delle quali i criminali informatici utilizzano indebitamente logo, nome e grafica per carpire la buona fede del destinatario e rubargli i dati per accedere al suo conto corrente! Di solito non chiedono di rispondere al mittente, ma di cliccare su un link collegato ad un sito molto simile se non uguale a quello conosciuto (cambia solo l’indirizzo nella barra!).

Persino l’Agenzia delle Entrate ha dovuto diffondere non molto tempo fa un comunicato per mettere in guardia i contribuenti da alcune e-mail che facevano credere ai destinatari di poter ottenere un presunto rimborso fiscale compilando un modulo dove, tra le altre informazioni, erano richiesti anche i dati della carta di credito.

Cosa fare allora per preservarsi da questo rischio?
Prima di tutto è buona norma custodire con cura i propri codici identificativi (pin, password, codice utente) e cambiarli di frequente. Controllare regolarmente gli estratti del proprio conto e delle carte di credito è uno strumento rapido per individuare eventuali violazioni.

Oltre ad aggiornare costantemente il software dedicato alla sicurezza del proprio PC (antivirus, antispyware, ecc.) è bene utilizzare una toolbar antiphishing, disponibile gratuitamente sul web, che segnala il livello di rischio del sito che si sta visitando e, in caso di phishing è in grado di bloccare la navigazione.

E’ necessario essere sicuri dell’identità del sito che sta chiedendo i nostri dati e per questo è importante controllare che il link indicato sulla barra coincida di fatto con quello in cui dovremmo trovarci: il truffatore usa, infatti, un dominio simile (es: www.posten.it invece di www.poste.it).

Per assicurarsi che la pagina web sia protetta basta verificare che nel navigatore in basso a destra vi sia un lucchetto e che l’indirizzo inizi per https://.
Nel caso in cui un’e-mail contenga richieste sospette, è sempre meglio diffidare e non rispondere se prima non si è contattato il servizio per verificarne la veridicità.

Articolo pubblicato il 17 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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