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Quotidiano di Sicilia

Senza controlli, cantieri mortali
di Michele Giuliano

Sicurezza. Pochi ispettori del lavoro crescono le irregolarità.
Infortuni sul lavoro. Nel 2009 sono stati ben 3.544 gli infortuni sul lavoro registrati dall’Inail nel settore edile in Sicilia. Su 2.760 cantieri controllati sono risultati irregolari 1.895.
Formazione. Dei 300 ispettori che nel 2005 avrebbero dovuto essere formati dalla Regione attraverso un corso di formazione del Formispe, appena 90 hanno completato il percorso.

Tags: Infortuni, Sicurezza, Edilizia, Mauro Rossato



Di cantieri edili aperti ce ne sono in Sicilia 170.000, dice la Fillea-Cgil. Di ispettori del lavoro in servizio appena 209, come risulta dalle piante organiche in possesso del Dipartimento regionale del Lavoro. Viaggia sui binari dell’assoluta ed imbarazzante sproporzione la questione legata alla troppo blanda azione di controllo della Regione nei confronti delle imprese fuorilegge siciliane.
C’è un abisso tra i controllori ed i controllati: in pratica ogni ispettore dovrebbe mettersi sulle spalle mediamente ogni anno 813 cantieri, cioè vale a dire ben 20 al giorno. E questo è un dato assolutamente arrotondato per eccesso, nel senso che in realtà di ispettori che sono in strada ogni giorno sono ben al di sotto dei 209 effettivamente in servizio.
 
Perché questo numero deve essere “scremato” da un 10 per cento di queste unità lavorative che non sono operative, in parte o del tutto, per distacchi presso procure, per svolgimento incarichi istituzionali, varie attività amministrative e impiegati presso gli uffici contenziosi. Se poi aggiungiamo personale che a rotazione è in ferie, malattia, maternità, ecc… il tutto si riduce mediamente ad un organico effettivo di 150 ispettori. Situazione che si consuma all’interno di un quadro ancor più allarmante: secondo i dati di Vega Engineering (società di statistica), incrociati con quelli forniti dall’Istat sul numero degli occupati irregolari nel 2009, mettono in risalto come proprio nel versante dell’edilizia la Sicilia deve contrastare un fenomeno di sommerso in preoccupante crescita: “Proprio l’edilizia è il settore a maggior vocazione sommersa in Sicilia – precisa il Presidente dell’Osservatorio Vega Engineering, Mauro Rossato – dove si concentrano il 24 per cento degli impiegati nascosti”.

E la Regione in tutti questo anni cosa ha fatto? Ci aveva pensato a rinforzare gli ispettorati ma ne è venuto fuori un pasticcio costato ben 4,5 milioni di euro. Dei 300 ispettori che nel 2005 avrebbero dovuto essere formati all’interno della pianta organica della stessa Regione attraverso un corso di formazione del Formispe, ad oggi se ne contano appena 90 che hanno completato il percorso ed hanno ottenuto il necessario tesserino. A questo primo paradosso se ne aggiunge un altro ancora: di questi appena in 4 sono entrati in servizio. Il resto? Tutti rimasti comodamente dietro una scrivania dei Centri per l’Impiego o dei vari uffici della Regione. Ma non certo per volontà degli stessi ispettori ma semplicemente perché non è ancora arrivato l’input dell’assessorato al Lavoro.

I 4 che sono entrati in servizio lo hanno fatto chiedendo proprio alla Regione di essere immessi in ruolo, sobbarcandosi però una serie infinita di disagi, primo fra tutti lo svantaggio logistico. Ad oggi, infatti, la maggior parte di essi, se vogliono essere immessi in ruolo, devono spostarsi a proprie spese dalla sede periferica per andare all’ufficio provinciale del lavoro. Della serie: ma chi me lo fa fare? Infatti, la Regione non ha mai dato seguito a quanto scritto nel bando Formispe (“gli ispettori formati manterranno la propria sede di lavoro”), né tanto meno al decreto 370 del 28 giugno 2010 emanato dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo che contempla la “rimodulazione dei Dipartimenti”. Questo decreto prevede infatti l’istituzione dei nuclei ispettivi all’intero dei Centri per l’Impiego periferici che però non sono stati mai attivati. Risultato? Tutti fermi ai box nonostante la Sicilia abbia disperato bisogno di ispettori del lavoro.

Intanto, il numero delle infrazioni accertate all’interno dei cantieri è altissimo, secondo quanto ha potuto attestare il ministero del Lavoro: in Sicilia da marzo a ottobre scorsi su 2.760 aziende ispezionate le violazioni sono state 1.895, cioè vale a dire il 69 per cento. La Fillea Cgil stima una carenza di circa 800 unità ispettive: “Negli ispettorati al lavoro inoltre – denuncia Franco Tarantino, segretario regionale Fillea Cgil - i controlli sono a regime ridotto visto che nel 2010 c’è stato un taglio del 30 per cento delle risorse destinate alle missioni”.

Nell’ultimo anno gli incidenti sul lavoro sono calati del 16,18 per cento secondo quanto rileva l’Inail ma non c’è da stare allegri. I casi infatti ancora sono numericamente troppi: nel 2009 sono stati ben 3.544, ed il settore edile resta quello in cui ci sono stati più infortuni in assoluto in Sicilia.

Ecco perché la Fillea Cgil ha chiesto all’Ance (associazione nazionale costruttori edili) Sicilia di attivarsi e di occuparsi del fenomeno visto che l’associazione ha sottoscritto un codice etico proprio sul fronte della sicurezza: “Noi e i sindacati nel nostro piccolo facciamo quel che possiamo – rileva il direttore dell’Ance Sicilia, Ferdinando Ferraro – con i Cpt (comitati paritetici nazionali) che perlustrano i cantieri. Non hanno purtroppo alcun potere sanzionatorio. Forse sarebbe il caso di potenziare i Cpt e soprattutto le strutture pubbliche”.

Articolo pubblicato il 17 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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