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Palermo - Cammarata-Mpa: ora lo strappo sembra sempre più insanabile
di Luca Insalaco

Un eventuale rientro in Giunta non servirebbe. Il sindaco, dal canto suo, non vuol replicare. Gli autonimisti, ex alleati, chiedono adesso le dimissioni del primo cittadino

Tags: Diego Cammarata, Palermo, Mpa, Mimmo Russo



PALERMO - C’era una volta la maggioranza. Se il posizionamento del Mpa in Consiglio comunale poteva suscitare qualche esitazione, la vicenda Tarsu ha fugato ogni dubbio. La presenza del capogruppo Mimmo Russo tra i promotori della petizione popolare sulla mala-gestione Amia ha messo la parola fine al balletto seguito alla defenestrazione dei due assessori autonomisti dalla Giunta comunale, nel novembre dello scorso anno.

“Non siamo stati noi - accusa il consigliere d’aula, Leonardo D’Arrigo - a porci fuori dalla maggioranza, ma il sindaco a non realizzare il programma di governo. Il Consiglio comunale è bloccato ormai da sei mesi. Avremmo dovuto affrontare la materia urbanistica, ed in particolare il Peep, e invece ci siamo rintanati nella vicenda dei rifiuti”. D’Arrigo chiude quindi ogni spiraglio su un eventuale rientro in Giunta: “Anche se Cammarata nominasse cinque assessori del mio partito, non cambierebbe nulla, come non risolverà niente la sostituzione di Ippolito Russo (l’assessore al Decentramento al quale il sindaco ha revocato la delega, per una faccenda di abusivismo edilizio, ndr). Il sindaco già da tempo avrebbe dovuto ridurre il numero degli assessori e affrontare la questione delle aziende partecipate, nominando un amministratore unico. Oggi, invece, è capace soltanto di chiedere maxifinanziamenti, a Berlusconi come a Lombardo, per continuare a bruciarli nella gestione dissennata delle finanze comunali. Vista l’incapacità di raggiungere gli obiettivi prefissati, l’unica soluzione è che Cammarata si dimetta. Solo a quel punto, in un quadro politico rinnovato, potremo sederci attorno ad tavolo con la coalizione e discutere un nuovo nome per il governo della città”.

Il consigliere autonomista non si sbilancia sulla posizione che il gruppo assumerà in Aula sul bilancio di previsione, ma getta lunghe ombre sulla situazione finanziaria di Palazzo delle Aquile.
“Non possiamo dare un giudizio negativo a priori sul bilancio. Mi chiedo però se il ragioniere generale sia in condizione di chiudere lo strumento finanziario, visto che deve comunque presentare entrate e uscite in pareggio…”.
Un Mpa di lotta, insomma, cui il sindaco non intende replicare. Più che al gruppo di Sala delle Lapidi, Cammarata guarda alle mosse del Governatore Raffaele Lombardo, dal quale si attende per lunedì il completamento della Giunta regionale.  

Articolo pubblicato il 19 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Diego Cammarata
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