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Regione: no alla Pec vince la carta
di Lucia Russo

Incompiute. Piano industriale per l’e-government.
Gli obiettivi. Il piano industriale mira a sburocratizzare attraverso l’Ict, per un accesso ai servizi più rapido, meno costoso, più facile. Con la Pec due milioni di euro di risparmio possibile.
Tutto bloccato. Disegno di legge sulla semplificazione n. 241 del 7 ottobre 2008, Piano industriale innovazione ed e-government del dicembre 2008, direttiva Pec del 20 marzo 2009.

Tags: E-government, Regione Siciliana



PALERMO – L’innovazione e l’interazione on line all’interno della Pubblica amministrazione sono tra gli obiettivi della Strategia di Lisbona, definita nel marzo del 2000 dai capi di governo degli stati Ue. E non solo. è pure prevista nel Quadro strategico nazionale (Qsn) per la politica regionale di sviluppo 2007-2013, nel Rapporto sull’ attuazione delle politiche europee di settore del 6 novembre 2008, e ancora nel Por Sicilia Fesr 2007-2013, come obiettivo operativo dell’asse 4.

L’attenzione delle politiche europee, nazionali e regionali a questo tema è richiamata nel Piano industriale per l’e government e l’innovazione, attualmente in bella mostra sul sito internet della Regione Siciliana, sovrastato dalla scritta “Uffici dell’assessorato alla Presidenza”. La finalità del piano, presentato a dicembre 2008 dall’allora assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda, è chiara: “Sburocratizzare attraverso l’Ict, per un accesso ai servizi più rapido, meno costoso, più facile”.
Solo che, al momento, di questo Piano ci sono solo le 39 slide da leggere nel file Powerpoint che si scarica cliccando sull’immagine della home page. Niente di più.

Andando avanti nella lettura del Piano si individua un livello normativo per la realizzazione ed è identificato nel disegno di legge n. 241 del 7 ottobre 2008, firmato da Raffaele Lombardo e Giovanni Ilarda. Il titolo del ddl è “Norme per la semplificazione, l’accelerazione del procedimento amministrativo, la trasparenza, l’agevolazione delle iniziative economiche e l’efficienza della pubblica amministrazione”. All’articolo 3 bis del ddl si individuano i principi volti a dare effettività all’uso della informatica e della telematica nei  rapporti interni delle pubbliche amministrazioni, tra le pubbliche amministrazioni e tra queste ed i privati, prevedendo che di  regola le comunicazioni e le trasmissioni di documenti devono avvenire in via telematica. A tal fine è fatto obbligo a tutti i dipendenti pubblici di usare le infrastrutture informatiche messe a disposizione dall’amministrazione e di utilizzare i servizi di posta elettronica. Inoltre è previsto l’inserimento dell’informatica e della telematica nei piani formativi, disponendosi che in assenza di tale inserimento nessuna attività formativa delle amministrazioni  pubbliche può  avere luogo e  nessun impegno di spesa collegato può essere assunto.
Ma il ddl da ottobre ad oggi è rimasto fermo nelle commissioni, non è mai giunto in aula. Dunque anche per questo nulla di fatto.

L’ex assessore alla Presidenza è comunque andato avanti emanando delle direttive importanti per incentivare il processo di informatizzazione. In particolare quella del 20 marzo sui servizi di Posta elettronica certificata, per la comunicazione telematica tra gli uffici dell’amministrazione.

Il Qds il 15 aprile scorso ha fornito un ampio approfondimento sulla direttiva, richiamando lo stesso Codice dell’amministrazione digitale (D. lgs n. 82/2005) che prevede che “nei rapporti fra le Pubbliche amministrazioni le trasmissioni di documenti attraverso la Posta elettronica certificata, sono per legge valide ai fini del procedimento amministrativo”. Obiettivo principale di questo strumento è razionalizzare le spese della Regione. Come riportato nel bilancio preventivo 2009, la Regione, infatti, Siciliana registra un ammontare di spese per la corrispondenza cartacea di oltre 2 milioni di euro, che servono anche a pagare l’elevato numero di corrieri che recapitano i documenti della burocrazia regionale. Con lo strumento della Pec, non solo si darebbe un’accelerata ai procedimenti amministrativi all’interno della Pa, ma anche si avrebbe un notevole risparmio di costi. Tra l’altro la Pec all’interno della Pa sarebbe solo un primo passo per poi essere utilizzata anche nei rapporti verso l’esterno con cittadini e imprese.

Si ricorda, tra l’altro, che in questo campo il ministero per la Pubblica amministrazione avanza velocemente e con un decreto ha previsto l’assegnazione della casella di Posta elettronica certificata al cittadino che ne farà richiesta.
La direttiva del 20 marzo ha scadenzato temporalmente la realizzazione con una fase sperimentale da avviarsi entro il mese di maggio 2009 con 1.100 indirizzi a disposizione da assegnare alle singole Unità organizzative.

Ma anche la direttiva è rimasta lettera morta, sembra proprio che ai dipendenti della Regione non interessa nulla dell’ obbligo di usare le infrastrutture   informatiche messe a disposizione dall’amministrazione e di utilizzare  i servizi di posta elettronica, obbligo che al momento potrebbe definirsi solo “morale” dal momento che è scritto in una norma che è rimasta disegno di legge. Sicuramente l’indifferenza non riguarda tutti i dipendenti dell’amministrazione regionale, ma quei pochi sono riusciti a bloccare l’avvio della fase sperimentale, come conferma il dirigente del Dipartimento del Personale dell’assessorato regionale alla Presidenza, Ignazio Tozzo, intervistato in questa pagina.

Articolo pubblicato il 20 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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