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Quotidiano di Sicilia

Catania - Efficienza ed efficacia per l’Amt. Piano industriale fra tanti dubbi
di Melania Tanteri

Situazione economica disastrosa: 118 mln di indebitamento più 20 di perdita di esercizio 2009. Il documento è stato finalmente consegnato alle commissioni consiliari

Tags: Amt, Piano Industriale, Debiti



CATANIA - Il Piano industriale dell’Azienda municipale trasporti approda a Palazzo degli Elefanti. Dopo l’annuncio di qualche settimana fa da parte del presidente della municipalizzata, Roberto Sanfilippo, finalmente il documento che dovrebbe portare al risanamento dell’Amt in cinque anni e in cui sono indicate anche le modalità della sua trasformazione in Società di capitali, è stato ricevuto in bozza dai capigruppo in Consiglio comunale. Secondo quanto affermato dall’amministrazione, dopo questo ulteriore passaggio, il documento verrà vagliato, la prossima settimana, dalla Giunta municipale per poi arrivare a essere discusso in Consiglio.

Con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia (il Piano sarebbe dovuto essere discusso al Senato cittadino già lo scorso settembre e, come più volte annunciato dallo stesso Sanfilippo e dal sindaco Stancanelli, la trasformazione in Spa sarebbe dovuta avvenire entro il 2010), la vicenda sembra dunque avviarsi alla conclusione.

Il documento parte dalla situazione finanziaria dell’azienda, il cui indebitamento complessivo è pari a 118,4 milioni di euro, cui vanno aggiunti i quasi 20 milioni di euro di perdita di gestione (per l’anno 2009). Procede, poi, analizzando le criticità e i vincoli, sia interni (età media elevata del personale, condizioni delle vetture) che esterni (per esempio il sistema di mobilità cittadina).
Tre gli scenari ipotizzati all’interno del Piano industriale: uno inerziale in cui è prevista l’immissione di nuovi dipendenti, in particolare di autisti tra cui i vincitori del concorso, e l’attivazione della rimessa di Pantano D’Arci, che dovrebbe portare al progressivo trasferimento nella sede della Zona industriale di molte attività, liberando la rimessa di via Plebiscito e consentendo un risparmio negli affitti; un secondo scenario definito evolutivo, in cui sono ipotizzati interventi per recuperare efficienza ed efficacia, attraverso il potenziamento dell’offerta dei servizi e l’adozione di tecnologie informative adeguate; infine, uno scenario di sviluppo in cui si prospettano elementi di crescita legati strettamente agli interventi che l’amministrazione realizzerà nell’intento di modificare l’assetto della mobilità cittadina. Parte integrante di quest’ultimo scenario, dunque, le azioni dell’amministrazione e in particolare il Piano urbano del traffico, le cui linee, una volta applicate, dovrebbero consentire l’aumento della velocità commerciale degli autobus e, conseguentemente, maggiore fruizione da parte dell’utenza.
 
Legata a questo scenario, la realizzazione delle linee veloci e protette (il cosiddetto Brt, Bus rapid transit) - di cui una, la Due Obelischi–Stesicoro è già inserita nel Piano triennale delle Opere pubbliche - e l’attivazione dei parcheggi scambiatori.
Secondo quanto riportato nella bozza di Piano industriale, questi tre differenti scenari porterrebbero a un  notevole minor fabbisogno economico da parte dell’azienda, rispettivamente di 15 milioni quello inerziale, di 6,2 milioni quello evolutivo e 2,6 milioni quello di sviluppo.

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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