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SicilFiat, futuro certo entro gennaio
di Massimo Mobilia

Confronto al ministero dello Sviluppo economico tra Governo e Regione. Sette i progetti selezionati da Invitalia. La manodopera impiegata sarà superiore a quella attuale. Romani: “Termini Imerese farà scuola”

Tags: Invitalia, Termini Imerese, SicilFiat, Paolo Romani



ROMA – Schiarite sul futuro dello stabilimento industriale Fiat di Termini Imerese arrivano dalle parole del ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani. “Nella seconda metà di gennaio incontreremo le parti sociali e i partner industriali e formuleremo l’accordo di programma con l’impegno del Governo e della Regione”. L’annuncio è stato dato a margine dell’incontro avvenuto ieri a Roma tra il ministro, il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo e l’ad di Invitalia Domenico Arcuri.

Sono sette le proposte presentate nella short list per la riconversione dello stabilimento Fiat che dall’1 gennaio del 2012 cesserà di produrre, selezionate dall’advisor del Ministero tra le 31 manifestazioni di interesse ricevute. Progetti che, secondo la valutazione ministeriale sono “assolutamente compatibili tra loro”, due dei quali riguardano proprio il settore auto, e altri pare che tocchino anche i settori dell’energia, dell’agricoltura e della cinematografia.

“Siamo sulla buona strada e sono convinto che Termini Imerese farà scuola perché da una situazione di crisi siamo arrivati a creare nuovo sviluppo per il territorio”, ha commentato il ministro Romani. “Tutti insieme i progetti andranno a coprire un fabbisogno superiore al numero attuale di occupati – ha spiegato – e comunque ci sarà una continuità della Fiat fino al termine del prossimo anno e, successivamente, un passaggio di consegne tra l’azienda torinese e i nuovi imprenditori senza mai staccare la spina”.

Stando alle previsioni, dunque, la riconversione darà lavoro a più di 2 mila e 200 operai che sono all’incirca le unità attualmente impiegate, per un investimento pubblico di circa 1 miliardo e 184 mila euro. Invitalia ha precisato che ad oggi i lavoratori del sito sono 1.617, a cui si aggiungono 300 occupati circa nell’indotto diretto e altri 300 circa nell’indotto indiretto. La somma degli occupati dichiarati dalle sette aziende presenti nella short list è, invece, di 3 mila 340. Quindi una somma di circa 1.100 unità in più, per la gioia dei sindacati che però adesso vogliono conoscere i piani industriali.
Raffaele Bonanni della Cisl, ieri a Palermo peri 60 anni del sindacato, ha detto: “Termini Imerese dovrà avere un futuro. Il sito non può essere dismesso, ma vogliamo capire se gli imprenditori vengono per prendere soldi pubblici oppure per investire il proprio know how e i propri soldi”.  “Abbiamo già perso abbastanza tempo, a gennaio è necessario conoscere nel dettaglio i piani”, ha sottolineato il segretario della Fiom, Maurizio Landini, mentre il segretario della Uil, Paolo Pirani,  ha osservato l’impegno positivo del Governo nel “delineare le manifestazioni di interesse per mantenere la manodopera e la vocazione automobilistica del sito”.

E se anche il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, si è dimostrato fiducioso nel superamento della crisi attraverso prospettive di rilancio produttivo oltre il settore auto, da Torino la Fiat ha confermato la sua disponibilità nel mettere a disposizione le aree per le iniziative che subentreranno, a condizione però di dare priorità all’occupazione dei 1.617 che attualmente lavorano nello stabilimento.

Tutti contenti, quindi, compresa la Regione siciliana che per bocca del presidente Lombardo, si è mostrata “moderatamente ottimista”, ha considerato il confronto al Ministero “una buona base per ripartire” e, in attesa dell’accordo di programma che “dovrà essere molto dettagliato”, ha assicurato l’impegno a garantire il credito e gli investimenti.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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