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Quotidiano di Sicilia

“La copertura di nuove spese deve essere sicura e credibile”
di Lucia Russo

Non solo privilegi, ma anche la “riesumazione” delle riserve di posti bocciata dal 2008. Gli articoli della Costituzione più violati sono il 3, 51, 81, 97 e 98

Tags: Lavoro, Precari, Aspirante, Disoccupati, Stabilizzazione



Il trattamento di favore per chi è stato assunto a tempo determinato

Il trattamento differenziato, di privilegio non può essere ammesso in una pubblica amministrazione. Eppure è questo che si sanciva per legge. Ma il Commissario è intervenuto e, in riferimento ai 22.500 precari degli Enti locali ha scritto: “La disposta trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato si risolve invero in una deroga ingiustificata alla regola del concorso pubblico.
“La circostanza che il personale suscettibile di essere stabilizzato senza alcuna prova selettiva sia stato a suo tempo assunto con contratto a tempo determinato, sulla base di un pubblico concorso, per effetto della diversità di qualificazione richiesta dalle assunzioni a termine rispetto a quelle a tempo indeterminato non offre adeguate garanzie nè della sussistenza della professionalità necessaria per il suo stabile inquadramento nei ruoli degli enti locali, né del carattere necessariamente aperto delle procedure selettive” (sentenza n. 235/2009).
Il previo superamento di una qualsiasi prova scritta ed una orale è infatti un requisito troppo generico per autorizzare la successiva stabilizzazione senza concorso, in quanto la norma in questione non garantisce che il previo concorso sia riferibile alla tipologia e al livello delle funzioni che il personale successivamente stabilizzato sarà chiamato a svolgere”.

La riserva di posti superata da due anni
 
Nella legge in questione erano state introdotte anche le “vecchie” riserve, che nel nostro ordinamento sono state abolite già da due anni, cioè dal 31 dicembre 2007. Ma il Commissario scrive: “L’art. 11 estende, al 31 dicembre 2014, il termine previsto per le riserve, le priorità e le precedenze e preferenze in favore dei lavoratori destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili, per i concorsi pubblici e per le assunzione di cui all’art. 5 della L.R. n. 16/2006, norma questa che peraltro ha cessato di produrre i suoi effetti sin dal 31 dicembre 2007.
In proposito codesta Corte nella sentenza n. 205/2006 ha chiarito che “l’aver prestato attività a tempo determinato alle dipendenze dell’ amministrazione regionale non può essere considerato ex se, ed in mancanza di altre particolari e straordinarie ragioni, un valido presupposto per una riserva di posti”.

Proroga indiscriminata fino al 2023 di tutti i rapporti di lavoro precario

In contrasto con gli articoli 3, 51, 97 oltrechè dell’art.81, 4° comma della Costituzione sono state ritenute anche le disposizioni contenute nell’art.10, che dispone l’erogazione per un decennio di contributi  a carico del bilancio regionale alle amministrazioni pubbliche che attuino le procedure di stabilizzazione previste dal provvedimento legislativo in esame. Questo senza peraltro prevedere, in contrasto con l’art.81, 4 comma della Costituzione, in alcun modo la copertura dei rilevanti oneri finanziari a carico degli esercizi futuri, indicando le necessarie risorse con cui farvi fronte.
Anche in questo caso il Commissario richiama una sentenza storica della Consulta: “Codesta Ecc.ma Corte ha espressamente chiarito in proposito, nella sentenza n.359/2007, che il legislatore regionale non può sottrarsi a quella fondamentale esigenza di chiarezza e solidità di bilancio cui l’art.81 della Costituzione si ispira, affermando altresì che la copertura di nuove spese deve essere credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale”.

Articolo pubblicato il 23 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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