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Agrigento - Provincia, nuovo colpo di scena, D’Orsi ridisegnerà la sua Giunta
di Paolo Picone

A far maturare la decisione è stata una precisa richiesta del partito del presidente, l’Mpa. Revocato il mandato ai dieci assessori. La squadra possibile e l’assetto politico

Tags: D’Orsi, Mpa, Giunta Comunale



AGRIGENTO - Nuovo colpo di scena alla Provincia di Agrigento. Il presidente Eugenio D’Orsi ha firmato l’azzeramento della giunta, in carica dal mese di agosto scorso. Un colpo di coda che comunque era nell’aria, anche perché il capo dell’amministrazione provinciale, negli ultimi tempi ha dimostrato una certa “insofferenza”. A far maturare la decisione di “licenziare” i 10 assessori in carica e revocare il mandato, è stata una precisa richiesta che il suo partito, l’Mpa, ha fatto allo stesso presidente, cioè di comporre una giunta con la stessa composizione dei partiti che fanno parte dell’esecutivo regionale. Quindi, sul modello Raffaele Lombardo, la giunta provinciale dovrebbe essere composta da Mpa, Futuro e libertà, Pd, Api. Fuori quindi Pdl e Udc. Dentro il Partito democratico.

Quindi, D’Orsi, ha deciso di azzerare l’esecutivo, di chiedere un chiarimento politico e poi vedere in che termini ricostruire una nuova giunta. Il presidente della Provincia, per la verità non è mai stato propenso a cambiare le pedine che compongono la sua giunta. Ha sempre voluto mantenere lo stesso patto di lealtà che era stato siglato in campagna elettorale, nel 2008, quando con tutto lo schieramento di centro destra e con l’appoggio anche dell’Udc, era stato eletto, con una maggioranza bulgara, quale capo dell’amministrazione provinciale di Agrigento. I tempi però sono cambiati ed il quadro politico nazionale e regionale è mutato notevolmente. D’Orsi si trova di fronte ad una scelta difficile, che come sempre vuole affrontare con chi lo ha sostenuto e deve fare i conti anche con il gruppo del Patto del territorio che ha cambiato la composizione dell’assemblea provinciale. Cinque consiglieri hanno infatti dato vita, staccandosi dai gruppi di appartenenza, ad un nuovo soggetto che ha fatto esordio in assemblea provinciale, affidando l’incarico di capogruppo a Matteo Ruvolo. Adesso c’è anche il Partito democratico, che in campagna elettorale ha sostenuto la candidatura di Giandomenico Vivacqua, ma adesso le cose sono cambiate. “E’ da tempo – dice il capogruppo del Pd, Daniele Cammilleri – che chiedo al partito di adeguare la situazione periferica a quella regionale. Adesso vedremo in che termini l’operazione politica sarà portata avanti”. Reazioni opposte nel Pdl. Stando alle cose il Pdl ufficiale dovrebbe restare fuori dalla giunta D’Orsi. La situazione è ingarbugliata.

La nuova composizione della giunta provinciale, dopo la riflessione politica del presidente Eugenio D’Orsi, dovrà tenere conto anche della presenza femminile. D’Orsi ha annunciato che chiederà al presidente del Consiglio provinciale, Raimondo Buscemi ed al consiglio provinciale tutto di inserire, oltre alla modifica che porta da 12 a 10 gli assessori dell’ente, anche l’inserimento della quota rosa, cioè la partecipazione femminile in giunta, stabilita per Statuto. Attualmente questa ipotesi alla Provincia non è prevista. La giunta dimissionata dal presidente D’Orsi era stata nominata, in due trance, nel mese di agosto scorso. Nella prima decade, il capo dell’amministrazione provinciale aveva nominato: Nico Lombardo, Mimmo Contino, entrambi della corrente Alfano del Pdl, Antonio Limblici, Mpa corrente vicina all’ex deputato regionale Giancarlo Granata, Totò Tuzzolini dell’Udc. Riconfermati Luca Salvato (Pdl An), Stefano Castellino (Pdl Cimino), Mariano Ragusa in quota Mpa, Gaetano Cani dell’Udc. Poi il 24 agosto D’Orsi aveva “innestato” la giunta con la nomina di Angelo Biondi, Mpa e Sergio Indelicato, Pdl Sicilia, oggi Forza del Sud.

Articolo pubblicato il 23 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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