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Quotidiano di Sicilia

Interporti: investimenti fino a 18 milioni
di Massimo Mobilia

La Sis chiude il 2010 dimezzando il capitale sociale a 3 milioni di euro e puntando ad un aumento di 15 milioni in 4 anni. Sottoscrizioni aperte agli enti pubblici soci. Non si esclude un nuovo interessamento della Regione

Tags: Interporti



PALERMO – La Società degli interporti siciliani chiude il 2010 con un abbattimento del capitale, ma strizza l’occhio al 2011 nella prospettiva di un aumento del capitale sociale. La decisione è stata comunicata all’assemblea degli azionisti, riunitasi lo scorso 23 dicembre, adottando un provvedimento per la riduzione del capitale sociale a copertura delle perdite complessive attraverso la riduzione del valore nominale delle azioni da 51,64 a 22,00 euro.

In questo modo, il capitale della società regionale viene fissato a 3 milioni e 91 mila euro, ritrovandosi così più che dimezzato con circa 4 milioni in meno, rispetto agli originari 7 milioni e 255 mila euro. Un abbattimento derivato dalla riduzione del valore di ciascuna azione che, secondo la società, si è reso necessario in ottemperanza ad alcune norme previste dal Codice Civile che impongono una riduzione del capitale quando si verifica una perdita per oltre un terzo.

“Nonostante le perdite registrate fisiologiche all’attività esercitata – afferma in una nota la Società interporti – che non permettono di produrre ricavi tali da coprire i costi aziendali sino al completamento delle opere, il patrimonio, per effetto degli investimenti effettuati è maggiore del valore nominale del capitale sociale.”

L’abbattimento del capitale, infatti, è stato un passaggio strumentale per aumentare il capitale sociale, il quale, partendo da una base di 3 milioni, si propone adesso di giungere a 18 milioni. Un aumento di oltre 15 milioni di euro che dovrà essere sottoscritto entro 4 anni. Gli stessi enti soci della Sis potranno esercitare l’opzione di sottoscrizione nei 30 giorni immediatamente successivi all’iscrizione del provvedimento nel registro delle imprese. In seguito la procedura verrà aperta agli altri enti pubblici e non è da escludere un interesse da parte della Regione siciliana.

La Società interporti siciliani, infatti, ha un azionariato totalmente pubblico e opera come centro di competenze a supporto della decisione strategica di tutti gli stakeholders, come istituzioni, privati o forze sociali, per il rilancio della multi modalità e l’integrazione della logistica per lo sviluppo unitario dell’Isola. Si ricorderà che ha curato la realizzazione degli Interporti di Catania-Bicocca e di Termini Imerese, entrambi opere di interesse nazionale previsti dalla legge Obiettivo.

“Guardiamo con ottimismo al futuro – ha affermato il presidente della Sis, Rodolfo De Dominicis, a margine dell’assemblea – In merito all’interporto di Catania è stata ribadita l’esigenza di sviluppo di tutte le attività di supporto: trazione, ferroviaria, logistica etc. Per quanto concerne l’interporto di Termini Imerese, invece, è stata avallata la procedura della concessione gestione, per cui a giugno del 2011 potrà essere pronto il bando di gara con cui attribuiremo ad un’azienda o raggruppamento la concessione e gestione di tutto il sito palermitano”.

Articolo pubblicato il 28 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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