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Agrigento - Rete idrica, si canta già vittoria ma i fondi non sono disponibili
di Umberto Trupiano

L’assessore Gentile suggerisce di procedere con anticipazioni della Regione, come per i cantieri-scuola. Annunciato il rifacimento delle condotte. Un’opera da 35 mln € attesa da 25 anni

Tags: Agrigento, Acqua, Rete Idrica, Marco Zambuto



AGRIGENTO – In occasione del Natale è stato riservato agli agrigentini il più grande “regalo” in cui potevano sperare. Quello della notizia del rifacimento nei prossimi quattro anni della nuova rete idrica interna  cittadina, alla cui mancanza si è attribuita fino ad oggi la perenne crisi idrica di Agrigento. E ciò nonostante  i tanti costosi dissalatori, nel frattempo installati, che hanno determinato una crisi idrica sempre più esasperante provocata, dunque, non solo dalle interruzioni dovute ai guasti della condotta, ma anche alla vetustà della rete idrica interna.

Da qui  la notizia data dal sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, se davvero avrà un seguito nel finanziamento di 35 milioni di euro a suo tempo assicurato dal Presidente della Regione, Lombardo, e che ora è tutto da verificare. Non è la prima volta, infatti, che la notizia del finanziamento del rifacimento della nuova rete idrica cittadina viene data quasi per certa, facendo titolo perfino sui giornali a diffusione nazionale che hanno da tempo definito Agrigento la “città più assetata d’Italia”.

Già nel 2004 il progetto fu inserito nella graduatoria del ministero dell’Ambiente che avrebbe dovuto stabilire se il rifacimento della rete era un’opera indispensabile rispetto ad altre. Anche allora fu previsto un finanziamento di 26 milioni di euro, ma della pratica non si è più avuta alcuna notizia, né qualcuno dei tanti parlamentari dell’epoca si è interessato almeno per curiosità più di tanto. Successivamente si sono stati attivati però per la realizzazione dui due dissalatori che, tuttavia, non hanno risolto il problema di fondo, considerato che la condotta idrica di Agrigento è sempre stata un vero colabrodo, con una perdita di almeno il 50% dell’acqua erogata.

Ora, a conclusione di un iter durato circa 25 anni, la notizia del sindaco di Agrigento che con l’ex assessore regionale alle Infrastrutture, Luigi Gentile, e l’ingegnere capo del Genio Civile, Mimmo Armenio, ha reso noto che la Commissione regionale per i Lavori Pubblici ha approvato il progetto, opportunamente aggiornato e modificato che consentirà ad Agrigento di avere entro tre-quattro anni l’acqua 24 ore su 24. Un progetto che doterà Agrigento di una rete  idrica completamente automatica, in grado di programmare la distribuzione dell’acqua e di far fronte da sola a qualsiasi emergenza o guasto, bloccando l’erogazione dove si registra un immediato calo di pressione evitando la perdita dell’acqua e deviando il liquido nei tratti funzionanti attraverso un sistema di interconnessioni. Un progetto, dunque, che eliminerà gli inconvenienti che hanno presentato il dissalatore di Gela quando l’acqua veniva dirottata e quello di Porto Empedocle da anni inutilizzato  perché di acqua ne arrivava troppo poca o addirittura assai, e di cui ora la Regione non sa cosa fare.

Per tutto questo la notizia anticipata dal sindaco viene considerata  quel “regalo di Natale” che gli agrigentini aspettano da sempre e che dovrebbe assicurare la distribuzione giornaliera e automatizzata, se davvero sarà realizzata con il finanziamento di 35 milioni di euro che il Presidente della Regione, Lombardo, a suo tempo ha promesso e per cui  dovrebbe firmare ora il relativo decreto. “La nostra battaglia politica comincia ora – ha sottolineato Zambuto - e sarà quella di indurre la Regione a passare dalle promesse ai fatti concreti”.

Ancora un problema difficile da risolvere, dunque, specie nell’attuale situazione economica regionale. Ne è convinto anche l’ex assessore regionale alle Infrastrutture, Gentile: “Allo stato attuale i 35 milioni di euro necessari pere la realizzazione del progetto non sarebbero disponibili. Tuttavia si potrebbe procedere allo stesso modo in cui si è fatto con i finanziamenti dei cantieri scuola”.
Secondo questo suggerimento la Regione potrebbe anticipare le somme necessarie mettendo l’Ato nelle condizioni di potere disporre così, in tempi molto brevi, l’avvio dei lavori, in modo tale che il cantiere possa essere aperto entro il primo semestre del 2011.

Non sappiamo se è stato troppo presto per cantare vittoria, resta di fatto che il “regalo di Natale” è ancora subordinato alla soluzione di un altro problema non indifferente, sperando che non si risolva il tutto con un nulla di fatto e con un’ulteriore delusione per la città.

Articolo pubblicato il 28 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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