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Quotidiano di Sicilia
Separare il secco dallÂ’umido, la ricetta sta a monte
di Rosario Battiato

Le associazioni Rifiuti Zero si battono in favore del riciclo. “E si risparmia”. Nell’Isola la raccolta differenziata ancora sotto il 10%

Tags: Pier Carmelo Russo, Ambiente, Rifiuti, Percolato, Bellolampo



PALERMO – Lavorare per la riduzione del percolato nelle discariche isolane significa puntare sull’impiantistica a monte e a valle. La ricetta per rilanciare il sistema è suggerita dall’associazione Rifiuti Zero di Palermo. “Dotare la discarica di impianti di separazione secco/umido e di biostabilizzazione o di un impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) per il recupero dei materiali riciclabili”.
La gestione della frazione secca dovrebbe anche rientrare nell’ambito del progetto di valorizzazione termica del rifiuto, così come predisposto dal piano di aggiornamento dei rifiuti del 2002. “La realizzazione di tecnologie di trattamento termico dedicate (inceneritori o tecnologie di trattamento termico non convenzionale) – si legge nel piano regionale - in cui si potrà prevedere di bruciare il RUR “tal quale” (scenario minimo: 968.000 tonn/anno; scenario massimo 1.181.000 a cui potrebbe aggiunto il “mutuo soccorso”).

È opportuno precisare che tali impianti potrebbero anche essere alimentati dalla sola frazione secca di sopravaglio comportando una riduzione percentuale del RUR trattato in misura di circa il 50-60%”. A causa di una raccolta differenziata ancora all’anno zero (intorno al 6,7% il valore regionale) nel 2008 la quantità della c.d. “frazione secca” (carta, cartone, vetro, plastica, metalli etc.), proveniente dalla R.D., resta di 134.677 ton./anno. Una percentuale che potrebbe essere riconfermata anche relativamente alla fase attuale.

Molti degli impianti previsti durante la lunga fase commissariale non sono mai stati realizzati. Ecco i numeri: 243 isole ecologiche per un importo di circa 18.500.000 euro (ad oggi ne risultano 239 collaudate), 150 centri comunali di raccolta per un importo di circa 113.000.000 euro (ad oggi ne risultano 79 collaudati), 15 impianti di compostaggio per un importo di circa 55.000.000 euro (attualmente sono 7 di cui tre privati), 7 impianti per la selezione della frazione secca per un importo di circa 30.200.000 euro.

Articolo pubblicato il 28 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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