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Uffici riorganizzati in due macro aree
di Francesco Sanfilippo

Forum con Sandra Petrotta, direttore regionale dell’Inps in Sicilia

Tags: Sandra Petrotta, Inps



Quanti dipendenti conta l’Inps in Sicilia rispetto al totale nazionale?
“Fino al 30 novembre, l’organico nazionale è composto da 28 mila e 978 persone, compreso il personale dell’Ipost recentemente inglobato per legge nell’Istituto, mentre l’Inps regionale in Sicilia conta 2123 persone, poco meno del 10% del dato nazionale. Inps Sicilia serve una popolazione di 5 milioni di abitanti, per cui il rapporto è coerente con la dimensione della popolazione siciliana. Questo rapporto è coerente con assottigliamento del personale provocato dai pensionamenti, nonostante l’acquisizione di nuove risorse umane come gli ispettori di vigilanza, o di trasferimenti di dipendenti di altri enti, che hanno fatto domanda per entrare a far parte del personale Inps. Si è passati dai 2426 dipendenti del 2008, ai 2313 del 2009, ai 2185 del 1° gennaio 2010 fino agli attuali 2123, che è un dato molto basso”.

Avete una pianta organica nazionale aggiornata?
“Non si ha una pianta organica aggiornata a livello regionale, tuttavia occorre tenere presente che sia la legge 102 del 2008 sia la 122 del 2010 prevedono una riduzione del personale in tutti gli enti pubblici. Per compensare cresce l’apporto della tecnologia informatica che compensa questa riduzione di personale. Nel 2011 si cercherà di virtualizzare gli sportelli attraverso un presidio telefonico e saranno imposti dei servizi telematici. Infine, saranno riorganizzati gli uffici interni in due macro-aree nel 2011, una basata sui flussi che riceve le domande e una sui servizi che eroga le prestazioni, e saranno istituiti punti Inps in tutti i comuni siciliani”.

Qual è l’età media del personale Inps siciliano?
“L’età media è di 50 anni, però questo approccio all’informatica da parte dei dipendenti è supportato da una massiccia formazione. Ciò permette al personale di semplificare il lavoro e non esistono più pratiche che si facciano manualmente, per cui diminuisce il ricorso ai documenti cartacei, ma in caso di prova giudiziaria, i giudici richiedono questo tipo di documenti”.

L’informatizzazione delle procedure è fondamentale nel caso dell’accertamento dell’invalidità civile?
“Certamente sì. Infatti, dal 1° gennaio di quest’anno la procedura è stata rivoluzionata, poiché la legge ha attribuito all’Inps la regia del nuovo procedimento. Soprattutto è cambiato il modo di accertamento  sanitario che è fatto nelle commissioni mediche delle Asp che sono integrate con nostri medici. La procedura passata prevedeva che i cittadini fossero esaminati da una commissione medica dell’Asp e che poi la documentazione fosse inviata a una commissione di verifica con medici interni ed esterni dell’Istituto. La rivoluzione è che ora l’ultimo giudizio spetta all’Inps. Tutti i passaggi sono realizzati telematicamente, dalla richiesta iniziale con invio della certificazione da parte del medico curante all’emissione del giudizio. Inoltre, il cittadino può mandare la propria domanda attraverso i Caf o anche dal proprio computer, perché è sufficiente richiedere che gli sia assegnato un Pin per entrare nel portale dell’Inps e per conoscere lo stato della propria pratica. Il verbale dell’invalidità dovrebbe, in seguito, essere compilato con modalità telematica. Purtroppo, esistono commissioni mediche che non utilizzano la procedura informatica, poiché ritengono che la procedura cartacea sia più efficiente, o non tutte dispongono di collegamento internet veloce. Ciò rende difficile la trasmissione dei dati e la tracciabilità degli stessi, non garantendo anche la sicurezza dei documenti. Tuttavia, esiste un ottimo rapporto con l’assessorato alla Salute, perciò si possono pressare le commissioni, perché siano più veloci nell’emettere la documentazione necessaria. In realtà, l’uso della documentazione cartacea rende la conclusione della pratica più lenta e il cittadino, che vuole conoscere a che punto si trovi la sua richiesta, è impossibilitato a farlo”.

Spetta al vostro istituto informatizzare gli uffici delle Asp?
“Non è un compito nostro, tuttavia, è stata offerta alle commissioni mediche non solo la strumentazione in comodato gratuito, ma anche l’uso dei locali dell’Inps”.
 

 
Accertamenti, monitorate 150 mila domande la metà riguarda i benefici della legge 104/92
 
Come si svolge la procedura di accertamento?
“Il medico di base prepara il certificato medico, appresta un protocollo con il quale l’interessato può andare o al patronato, o dall’associazione di categoria o può agire da solo se ha accesso al portale Inps, e fa una domanda telematica tramite il sistema informatico che sarà abbinata al codice fiscale del richiedente. L’Inps riceve la documentazione e controlla la disponibilità della visita. Se trova questa disponibilità, riceve immediatamente la risposta sul giorno nel quale fare la visita, se non la trova, gli sarà comunicata in seguito. Il problema è che spesso le commissioni hanno in calendario poche visite la settimana, perciò si crea un accumulo e si rimandano le visite. La legge prevede che la visita sia fatta entro 30 giorni e per i malati oncologici entro 15 giorni. Infatti, esistono delle patologie secondo il D.m. del 2007 che non sono soggette a rivedibilità della prestazione”. 

Quante richieste sta monitorando l’Inps?
“L’Istituto, dal 1° gennaio a oggi, sta monitorando 150 mila domande, un dato in diminuzione rispetto al passato”.

Come mai vi sono così tante richieste?
“La metà delle 150 mila domande riguarda la richiesta di ottenere i benefici previsti dalla legge 104/92, 11.765 sono richieste finalizzate al collocamento mirato a entrare nelle categorie protette secondo la legge 68/99, infine sono 119 mila le domande per ottenere l’invalidità civile. Di queste ultime, il 30-40% delle domande ha possibilità di essere accolto. Chi chiede l’accompagnamento, sa che può ottenere la prestazione indipendentemente dal reddito se ha i requisiti, perché si tratta di casi che richiedono un accompagnatore. Al contrario, la prestazione d’invalidità civile dipende dalla posizione reddituale del soggetto”.

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Sandra Petrotta, direttore regionale dellÂ’Inps Sicilia
Sandra Petrotta, direttore regionale dellÂ’Inps Sicilia