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Trapani - Peronospora, il danno continua con i ritardi dei fondi regionali
di Vincenza Grimaudo

Stanziati 30 mln € per tutta la Sicilia. Vigneti per 70 mila ettari nella provincia trapanese. I contributi ai viticoltori tardano. Manzo (Assoenologi): “Calo di produzione”

Tags: Peronospora, Viticoltura, Assoenologi



TRAPANI - Non solo sono pochi ma stanno arrivando con un’incredibile lentezza. I fondi della Regione destinati alla provincia di Trapani per i gravi danni causati nel 2008 dalla peronospora non sono ancora arrivati, al di là delle chiacchiere dal governo di Palazzo d’Orleans.

Ritardi che pesano come un macigno in questo momento in cui il settore in provincia è quasi al collasso. Ancora una volta in questi giorni all’Ars si è tornato a discutere di questi fondi ma di concreto non c’è nulla, al punto da spingere Camillo Oddo, vice presidente dell’Assemblea a fare un’uscita ufficiale in merito: “Mi auguro che il lavoro di confronto e di verifica di questi giorni possa determinare una inversione di tendenza da tempo attesa dagli agricoltori trapanesi. Non è infatti possibile che al danno della peronospora si aggiunga la beffa di istituzioni con tempi troppo lenti rispetto alle dinamiche sociali e produttive”.
In Finanziaria alla Regione si è registrato uno stanziamento di 30 milioni di euro per i danni della peronospora, il terribile fungo che distrusse l’80 per cento della produzione vitigna nel trapanese. Ma attenzione: si tratta di fondi che dovrebbero essere spalmati in tutta la Sicilia. Una cifra che è assolutamente irrisoria rifacendosi alle stime degli addetti ai lavori. La viticoltura trapanese è rappresentata da circa 70.000 ettari di vigneti impiantati con una produzione media annua di circa 7 milioni di quintali di uva, conferita, per la maggior parte presso le Cantine Sociali.

In questo territorio si è riscontrata non solo la percentuale maggiore di danno, secondo Assoenologi, ma anche in valore assoluto la perdita è notevole, più di 2 milioni di quintali, pari a quasi il 30 per cento della produzione siciliana.
“è importante evidenziare che il calo di produzione è attribuibile – dice Giacomo Manzo, presidente regionale di Assoenologi - oltre alla peronospora, all’eccesso di caldo e alla siccità estiva, come ad esempio a Pantelleria che ha determinato un calo del 25 per cento, mentre i danni maggiori da peronospora sono stati riscontrati in provincia di Trapani nei Comuni di Marsala, Mazara, Trapani, Salemi, Paceco, Salaparuta, Poggioreale, Valderice, Erice, Partanna, Santa Ninfa e Castelvetrano”.
Un quadro abbastanza chiaro che di per sé è drammatico: e a mettersi di traverso ci si mette anche la burocrazia.
 

 
Le stime: una perdita economica di 120 mln €
 
TRAPANI - Torna alla carica il vice presidente dell’Ars, il trapanese Camillo Oddo: “Non siamo in presenza di contributi a fondo perduto - osserva - ma di un necessario indennizzo per chi ha dovuto fare i conti con la quasi totale distruzione della sua produzione. La provincia di Trapani è la più vitata della Sicilia ed ha risentito duramente dell’emergenza peronospora. Ho avuto modo di parlare e di consultare i rappresentanti del Governo regionale che si occupano del problema. è necessario accelerare i diversi passaggi burocratici che devono concludersi con l’emissione degli indennizzi agli agricoltori iscritti negli appositi elenchi. Non é più tempo di parole. è necessario passare ai fatti concreti”. La perdita per l’intero comparto siciliano ammonta circa 180 milioni di euro, di cui (sempre secondo Assoenologi) circa 120 milioni di euro è il danno economico stimato per la sola provincia di Trapani: “Ma se calcoliamo l’intero indotto – aggiunge Manzo - le cifre vanno al di sopra dei dati appena citati”.

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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