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Guide turistiche, tutto bloccato e un settore ancora da regolamentare
di Michele Giuliano

Un disegno di legge all’Ars apre a coloro i quali sono laureati in materie linguistiche senza passare dai concorsi. Il ddl istituisce i Punti d’informazione turistica presso i siti di maggiore interesse storico-artistico

Tags: Speciale



PALERMO - Con un apposito disegno di Legge presentato all’Ars, Paolo Colianni ha formalmente chiesto che la Sicilia si adegui alla legge nazionale numero 7 del 2007 che consente l’esercizio dell’attività di guida ai laureati in Conservazione dei Beni Culturali, Lettere, o Storia dell’Arte o Archeologia, senza dover sostenere alcun esame abilitante per l’esercizio dell’attività di Guida turistica, fermo restando la verifica delle necessarie conoscenze linguistiche.
La legge proposta prevede inoltre che gli aspiranti accompagnatori turistici non debbano sostenere alcun esame abilitante, purché in possesso di un diploma di laurea in materie turistiche ed abbiano le specifiche conoscenze linguistiche. “Questa iniziativa – spiega Colianni - trae origine non tanto dalla necessità di uniformità di trattamento, quanto piuttosto dall’esigenza di valorizzare importanti risorse, altamente specializzate nella conoscenza dei numerosi tesori artistici e culturali presenti nel nostro territorio.

Si parla spesso di ‘fuga di cervelli’ dalla nostra regione, dovuta all’atavica assenza di sbocchi professionali che ne valorizzino il merito e le elevate capacità, in ogni settore produttivo della nostra Isola. Quello turistico, ad esempio, potrebbe a pieno titolo, costituire il settore trainante della nostra economia; valorizzarne le tante professionalità, acquisite con merito attraverso specifici percorsi accademici, è un’opportunità che non andrebbe sprecata o, perlomeno, ostacolata con inutili procedure burocratiche che hanno soltanto il fine di mortificare quanti hanno già conseguito importanti titoli” .
Il disegno di legge istituisce i Punti d’informazione turistica presso i siti di maggiore interesse storico–artistico–monumentale, in cui dovrebbe operare oltre alle consuete Guide turistiche ed accompagnatori turistici, anche gli accompagnatori specializzati che, dopo un corso di formazione specifico, svolgerebbero la propria attività esclusivamente per il singolo sito in cui è istituito il punto d’informazione.
In pratica si realizzano figure professionali altamente specializzate ad accompagnare, rispetto a singoli siti di particolare pregio, i flussi turistici.
“Dare un segnale ai tanti giovani siciliani che legittimamente abbiano investito nella propria formazione, a costo di importanti sacrifici, è per noi – prosegue Colianni - un imperativo categorico al quale non possiamo che rispondere con proposte concrete”.

Il profilo professionale della guida turistica in Sicilia presenta,dal punto di vista normativo, ancora delle grosse lacune. Non a caso esiste un forte abusivismo della professione con l’aggravante che spesso il fenomeno viene poco monitorato in particolare dalla polizia municipale. Oltretutto non vi è nessun concorso da 10 anni a questa parte, i corsi d’aggiornamento non sono mai stati avviati e l’accesso alla professione è di fatto bloccato. In Sicilia diventare guida turistica è praticamente impossibile, nonostante una legge regionale (la numero 8 del 2004) che disciplina dettagliatamente la professione, ma che non viene applicata. Una situazione che ha generato un abusivismo dilagante.
Ad oggi, nell’Isola sono iscritte all’albo regionale 1.229 guide turistiche con competenza provinciale, suddivise in 4 macroaree (Palermo-Trapani; Agrigento-Caltanissetta-Enna; Catania-Messina; Siracusa-Ragusa). Si tratta di coloro i quali hanno preso il cosiddetto patentino prima dell’entrata in vigore della legge 8 del 2004.

Articolo pubblicato il 30 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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