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Quotidiano di Sicilia

Scontiamo la mancanza di progettazione
di Francesco Sanfilippo

Forum con Giuseppe Margiotta, presidente Consulta Ordine degli Ingegneri di Sicilia

Tags: Giuseppe Margiotta



Com’è organizzata la vostra associazione?
“La Consulta degli Ordini degli ingegneri raccoglie e coordina i 9 Ordini provinciali degli ingegneri con il vantaggio che queste organizzazioni non sono istituzionalizzate. Questo permette di essere più liberi, giacché gli ordini professionali hanno una loro immagine tutelata e codificata, mentre la Consulta permette una maggiore aggregazione. Può così acquistare un ruolo sociale nei confronti delle Istituzioni, non a caso la Regione collabora con la Consulta che, nel caso siciliano, effettivamente rappresenta tutte e 9 le realtà provinciali”.
 
La Consulta è presente a livello nazionale?
“Di fatto, a livello nazionale, esistono diversi raggruppamenti che a volte si definiscono Consulte, altre volte prendono la denominazione di Ordini”.

Quando è nata la Consulta?
“La Consulta esiste dagli anni Settanta e ha sede a Palermo presso la sede dell’Ordine degli ingegneri del capoluogo siciliano. Una delle nostre caratteristiche è che c’è un’assoluta parità tra i rappresentanti delle Province, che non dipende dal numero degli iscritti di ciascuna provincia. Così si riesce a mediare tra le diverse realtà”.

Avete un bilancio?
“La Consulta ha un bilancio, le cui entrate sono fornite dai contributi volontari dei diversi ordini”.

Quanti ingegneri ci sono in Sicilia iscritti all’Ordine?
“In questo momento, sono presenti circa 21 mila ingegneri in tutte le Province, di cui 5 mila a Palermo e 3.500 a Catania. Abbiamo un impiegato a Palermo, ma la Consulta, solitamente, si appoggia sulle strutture delle sedi provinciali”.

Che cosa può dire ai lettori a proposito degli incarichi professionali e più in generale sulla normativa dei lavoratori pubblici?
“Si tratta di problemi che riguardano sia gli ingegneri in quanto professionisti, sia le amministrazioni comunali, perché, indipendentemente dai fondi a disposizione, queste non sono in grado di accedere ai fondi europei per mancanza di progettazione. Tale importantissima mancanza non è dovuta all’incapacità degli ingegneri di preparare una programmazione all’altezza, ma è provocata dall’incapacità dell’amministrazione di procedere all’affidamento degli incarichi velocemente. È una situazione che immette le amministrazioni in un circolo vizioso, poiché i meccanismi prevedono una copertura di spesa che le stesse non sono in grado di permettersi per assenza di fondi disponibili, a causa della riduzione dei trasferimenti ai comuni da parte della Regione.
Gli enti locali, inoltre, che mettono in atto i progetti, si vedono addebitare non di rado la quota parte della progettazione dalla U.E, perché gli incarichi non sono assegnati secondo procedure ottimali. Questo è il nodo che ci interessa di più, anche perché lo stesso presidente della Regione ha dato la piena disponibilità per semplificare le procedure rispettando le norme comunitarie”.

Questo problema si sta verificando da quando è cambiata la normativa europea sugli appalti?
“Sì, in realtà esistono 3 livelli di prestazioni professionali, rispettivamente una al di sotto dei 20 mila euro, un’altra al di sotto dei 100 mila e un’altra ancora al di sopra dei 100 mila. Una circolare dell’assessore Consoli rese complessa la procedura per attingere a fondi al di sotto dei 20 mila euro, che è la soglia cui più facilmente i comuni possono accedere.
Tra pochi giorni a Siracusa, il Centro Studi nazionale degli ingegneri presenterà un rapporto sugli incarichi in Sicilia nel 2009, dove emergerà che i comuni prediligono l’appalto integrato. Quest’ultimo presenta una progettazione più semplice, assai più economica e si può affidare direttamente all’impresa. Ciò avrebbe permesso di far accedere il comune ai fondi sotto i 20 mila, ma ora anche questa possibilità è bloccata dalla circolare. La Regione ha chiesto aiuto e si cerca di snellire le procedure, rispettando, però, quanto prescritto dall’Unione Europea. Si sta pensando a una norma che elimini la procedura al massimo ribasso, che abolirebbe le procedure intermedie volte a migliorare l’offerta iniziale. Poi, si può utilizzare il fondo di rotazione dei comuni per affidare inizialmente gli incarichi, salvo recuperare la spesa in seguito”.
 

 
Riforma urbanistica, serve la buona copertura finanziaria altrimenti il meccanismo rischia di incepparsi
 
Cosa pensate dei piani urbanistici?
“Si è sempre richiesta una riforma organica della materia urbanistica, non interventi isolati come avviene da 30 anni. I provvedimenti tampone realizzati in questi anni non hanno sciolto il nodo dei Piani regolatori generali e, di fatto, in Sicilia sono quasi inattuabili. Un’amministrazione comunale impiega 30 anni per definirne uno e il territorio è, così, ingestibile. La Regione aveva preparato un buon Disegno di legge per risolvere i problemi, ma non ha avuto seguito. Ora, si è proposto un Disegno di legge organico e moderno, che delega alla conferenza di pianificazione l’approvazione dei Prg. Si tratta di un organismo che raccoglie tutti i rappresentanti degli ordini interessati per evitare contrapposizioni. Esiste un’unica perplessità, poiché questo Disegno di legge può diventare inutile se non vi sono adeguate coperture finanziarie. Si propongono alcune interessanti soluzioni, come l’adozione, da parte dei comuni, di un ufficio dedicato ai Piani regolatori e di un’aereo-planimetria digitale, ma ciò comporta una spesa. Ma senza la copertura finanziaria si teme che questo meccanismo possa incepparsi per le spese non indifferenti. Perciò, si chiederà all’assessore di stralciare l’aspetto procedurale e di rimandare quello operativo a quando la spesa sarà fattibile, così da non inficiare questo meccanismo”.

Anche il dissesto idrogeologico resta tra le vostre principali preoccupazioni?
“Indubbiamente sì. Secondo l’ordine, l’apporto dei geologi è fondamentale nel controllo del territorio, ma possono essere solo complementari al lavoro degli ingegneri che riassumono le problematiche e propongono le soluzioni tecniche necessarie”.

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giuseppe Margiotta, presidente Consulta Ordine degli Ingegneri di Sicilia
Giuseppe Margiotta, presidente Consulta Ordine degli Ingegneri di Sicilia