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I consumatori siciliani invitati a fare acquisti contro la mafia
di Elisa Latella

L’associazione Addiopizzo apre un nuovo punto vendita in un appartamento confiscato a boss mafioso. Si diffonde sempre più la cultura del consumo critico, modello esportato anche all’estero

Tags: Addiopizzo, Antiracket, Estorsioni



PALERMO - Nata a Palermo, dal 2010 presente anche a Catania, il 9 dicembre scorso, Addiopizzo, l’associazione siciliana che stimola i consumatori ad acquistare i prodotti quotidiani in negozi che dichiarano di non pagare il pizzo, ha aperto al pubblico la nuova sede di via Lincoln 131 a Palermo in un appartamento confiscato al boss Masino Spadaro. La sede porta il nome di Mario Bignone, capo della Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo prematuramente scomparso.

Tanti i traguardi raggiunti dall’associazione nata da una manifestazione del 2004, quando il centro di Palermo si risvegliò coperto da adesivi con il monito “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Un passo dopo l’altro, la diffusione della cultura di un consumo critico, perché i cittadini possono sconfiggere il racket andando ad acquistare i loro prodotti in negozi che dichiarano apertamente di non pagare il pizzo.

Pochi mesi fa secondo quanto si legge in una nota dell’associazione “Il pentito Di Maio ha rivelato che la mafia si tiene ben lontana dai commercianti aderenti alle associazioni antiracket, perchè sanno che il rischio di essere denunciati per l’eventuale tentativo di estorsione è altissimo: un’ulteriore conferma che il “sistema Addiopizzo” funziona. Di Maio, che ha fatto parte della famiglia mafiosa di Santa Maria di Gesù di recente colpita dall’operazione Paesan Blues della Squadra Mobile, ha raccontato che evitavano di estorcere denaro ai commercianti aderenti ad Addiopizzo per non correre il rischio di essere denunciati. Una prova diretta- conclude la nota -  dell’efficacia della denuncia preventiva e pubblica di quegli imprenditori e commercianti che non pagano e aderiscono circuito del consumo critico antiracket.” Una buona prassi quella di Addiopizzo. Al punto di essere imitata lontano “Mafia? Nein danke!”(in italiano, Mafia? No grazie!) è un movimento antimafia analogo nato in Germania il 21 agosto 2007, pochi giorni dopo la strage della  Ndrangheta a Duisburg, in Germania, a seguito della faida di San Luca, quartiere generale della criminalità organizzata in provincia di Reggio Calabria.

Le aziende che partecipano (già più di cento) si sono impegnate a non assumere persone che hanno precedenti mafiosi e a rifiutare, denunciare e combattere qualunque tentativo d’estorsione. Eppure tutto cominciò da uno scatto di orgoglio a Palermo di ragazzi che nel 2004 non vollero neanche l’onore del loro nome sul giornale. Solo molti, molti mesi dopo, con la presentazione ufficiale della campagna “Contro il pizzo, cambia i consumi”, si ha un manifesto chiaro delle  azioni del comitato. E’ la proposta di un cambiamento culturale: i  consumatori devono orientare i propri consumi verso un’economia legale, premiando coloro che si oppongono ai taglieggiatori. Un’idea appoggiata subito dalla Federazione nazionale delle associazioni antiracket.

Seguono altre iniziative, come  la giornata Pizzo Free, le esibizioni delle scuole di Palermo e provincia, incontri, i concerti, la fiera del consumo critico, l’inaugurazione del punto Pizzo Free “L’Emporio”, che vende solo prodotti di artisti, artigiani e commercianti che aderiscono al comitato Addiopizzo, oltre a prodotti biologici delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati alla mafia. E la storia continua.
 

 
In continuo aumento gli attivisti di Addiopizzo
 
Una nota canzone diceva che “I muri vanno giù al soffio di un’idea”. Non basterà certo un soffio per cambiare la realtà del racket dilagante in Sicilia. Ma c’è chi ce la sta mettendo tutta. Con nome e cognome. Si presentano così a partire dal loro sito www.addiopizzo.org  gli attivisti che attualmente compongono il comitato Addiopizzo. Sono Caterina Alfano, Marcella Alletti, Silvio Bologna, Silvia Buzzone, Giusy Cafagna, Valentina Camarda, Elisabetta Cangelosi, Chiara Caprì, Salvo Caradonna, Daniele Carra, Vera Castagnetta,Rossella Chiari, Antonino Cocita, Colajanni Enrico,Giovan Battista Cusimano, Valerio D’Antoni, Nino Di Gregorio, Ugo Forello, Raffaele Genova, Giuffrida Vito, Giuseppe Gnizio, Vittorio Greco, Maurizio Guzzardo, Martina Iurato Carbone, Gabriele  La Malfa Ribolla, Salvatore  Laneri, Federica Zanzara, Nino Lo Bello, Maurizio Mangiola, Daniele Marannano, Alfonso (Alessandro) Nobile, Laura Nocilla, Guido Noto La Diega, Alessio Palmisano, Giuseppe Pecoraro, Silvia Pellegrino, Alessandra Perrone, Dario Riccobono, Anna Maria Santoro, Salvatore Sofia, Carlo Tomaselli, Chloé Tucciarelli, Chiara Utro, Francesca Vannini Parenti, Edoardo Zaffuto, Alessandro Zammitti.

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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