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“Limitare spese di gestione” scriveva Lombardo nel 2009
di Massimo Mobilia

Lo stesso presidente aveva dato disposizioni ad assessori e dirigenti. Acquisti di beni e servizi: Regione più spendacciona d’Italia



PALERMO – Con i vertici dell’amministrazione regionale che in più occasioni hanno puntato il dito contro le spese superflue degli organi di governo, attraverso direttive e circolari, in Sicilia resta attuale il vecchio detto “predicare bene e razzolare male”.
Il governatore Lombardo, ad esempio, in una direttiva del 6 marzo 2009 sugli “Indirizzi per la programmazione strategica e le direttive generali degli Assessori per gli anni 2009/2013”, ha assegnato 100 obiettivi strategici che, nella loro attuazione, “devono ottemperare ai vincoli derivanti dal patto di stabilità che ha imposto ed impone severi limiti all’andamento della spesa pubblica”. In tal senso, scriveva Lombardo, “occorre garantire prioritariamente il contenimento delle spese di gestione e operative dell’intera amministrazione regionale”. Indirizzi ripresi dal presidente anche nella più recente direttiva del 6 ottobre scorso sull’azione amministrativa e la gestione per l’anno 2010, rivolta ai dipartimenti e agli uffici della Presidenza.

A guardar bene gli sprechi elencati, però, sembrerebbero parole buttate al vento o, meglio, rimaste sulla carta. Resta inascoltata anche la legge regionale n. 6/2009, richiamata da una recente Circolare dell’assessore all’Economia, Gaetano Armao, in cui si invitano gli enti del settore pubblico siciliano ad adottare “piani triennali per la individuazione di misure finalizzate alla razionalizzazione dell’utilizzo delle dotazioni strumentali anche informatiche, che corredano le stazioni di lavoro nella automazione d’ufficio, nonché delle autovetture di servizio, anche attraverso il ricorso a mezzi alternativi di trasporto”.

La Sicilia poi mantiene il triste primato di Regione più “spendacciona” d’Italia, in diversi settori di spesa. Dando uno sguardo ai bilanci regionali del 2009 (dati Copaff), la troviamo in testa, infatti, nella spesa per “acquisto di beni e prestazioni di servizi” con oltre 905 milioni di euro, per un costo procapite per le tasche dei siciliani di circa 180 euro. A confronto, la Lombardia ha speso oltre 150 milioni in meno con un costo procapite di 87 euro su una popolazione che è il doppio di quella siciliana. L’Isola detiene il primato negativo anche nei pagamenti per il “personale”, dove ha speso 1 miliardo e 850 milioni di euro, nelle “spese per organi istituzionali” con 160 milioni, e nelle spese per “l’Ordinamento degli uffici, Amministrazione generale ed organi istituzionali” con pagamenti per 1 miliardo e 515 milioni. E chi soffre di più per queste spese sono sempre i siciliani che pagano le tasse.

L’anno appena iniziato non sembra portare novità positive, anzi, allungando i tempi sulla Finanziaria, la Regione ha dovuto optare per l’esercizio provvisorio fino a marzo. È notizia di questi giorni, inoltre, che “soltanto” per preparare le buste paga dei dipendenti regionali forestali è stato assegnato un appalto da 1 milione di euro. Alla faccia del risparmio.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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