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Palermo - Lo sfruttamento non conosce crisi esasperati i residenti del centro
di Luca Insalaco

Sanzioni fino a 400 €. Diverse le operazioni delle Forze dell’Ordine non hanno stroncato il fenomeno. Lucciole e prestazioni sessuali disinvolte, in barba all’ordinanza del sindaco

Tags: Prostituzione, Sanzioni



PALERMO – Al calar della sera, le vie del centro storico si popolano di lucciole pronte a contrattare prestazioni sessuali con gli automobilisti che accostano la propria auto ai marciapiedi. Abbassate le saracinesche dei negozi, inizia il commercio di carne umana. Lo spettacolo assume un carattere paradossale quando le contrattazioni si svolgono a due passi dai ristoranti e dai locali di intrattenimento della città vecchia, i cui avventori si trovano costretti a dribblare le prostitute ed i loro clienti. Esasperati da tale fenomeno sono poi i residenti delle vie che ne sono maggiormente interessante, come via Lincoln, via Roma, piazza Giulio Cesare, via Garibaldi, corso Umberto I°, piazza XIII Vittime, piazza Sant’Oliva, per non parlare del Parco della Favorita.

“Palermo è come Amsterdam. Con la differenza che in alcuni quartieri della città olandese tutto ciò è legale diventando attrazione turistica, mentre nel capoluogo dell’Isola è una vergogna da vedere e i turisti che sono interessati a una passeggiata serale vengono scoraggiati”, ha detto il consigliere provinciale di Forza del Sud, Giuseppe Federico, che si è appellato al Prefetto per dare maggiore decoro alle strade del centro. “Varie volte – ha spiegato Federico - ho sollecitato il Comune a prendere un provvedimento, ma la salvaguardia della città non sembra più interessare al sindaco Cammarata”. 

Il primo cittadino, lo scorso mese di settembre, ha emanato un’ordinanza antiprostituzione che, tra le altre cose, sanziona i clienti delle lucciole con multe fino a 400 euro. Da allora, si sono susseguiti vari blitz delle forze dell’ordine ma il fenomeno non sembra risentirne di più di tanto. I clienti vengono spesso sorpresi nella fase della contrattazione se non sono addirittura colti a consumare all’interno delle proprie autovetture. Se le lucciole sono ormai allenate a darsela a gambe appena intravvedono i lampeggianti delle auto dei militari, i clienti mostrano perlopiù stupore sul fatto che le prestazioni a pagamento possano essere sanzionate.  Al di là delle operazioni che portano alla comminazione di sanzioni per i clienti ed alle contestazioni di reati alle prostitute, spesso irregolari, a restare nell’ombra è chi si muove dietro tale fenomeno, sfruttando lo stato di necessità delle donne che mettono sulla strada e lucrando sui loro ricavi. Spesso le vittime vengono portate in Italia con la promessa di un lavoro onesto e poi costrette a prostituirsi, anche con la minaccia di ritorsioni nei confronti dei parenti rimasti in patria.
 

 
Il caso: la nigeriana prima illusa poi minacciata
 
PALERMO – Tra le storie di sfruttamento scoperte di recente dai Carabinieri del Comando Provinciale vi è quella di una giovane nigeriana, attratta a Palermo da una sua cugina che le aveva promesso un impiego come parrucchiera. Arrivata nel capoluogo, è stata costretta dalla parente a prostituirsi per ripagarle le spese del viaggio e non vedere minacciata la vita del figlioletto rimasto in Nigeria. La via d’uscita dall’incubo era sembrata la relazione con un palermitano che sembrava intenzionato a strapparla dalla strada. Anche quest’uomo, però, ha finito per sfruttarla, facendola prostituire alla Cala, fino alla ribellione della donna. I controlli svolti dai militari dell’Arma hanno confermato la veridicità del racconto della giovane nigeriana e l’uomo è stato arrestato con l’accusa di reclutamento, induzione e sfruttamento della prostituzione.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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