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Quotidiano di Sicilia

Catania - Un anno di risultati positivi ma si lavora per migliorarli
di Margherita Montalto

Soddisfatto l’ammiraglio Domenico De Michele: “Siamo come sempre al servizio della collettività”. Il bilancio della Direzione marittima - Capitaneria di Porto Guardia costiera

Tags: Capitaneria Di Porto Guardia Costiera, Domenico De Michele



CATANIA - Sono stati presentati nei giorni scorsi i dati delle attività svolte dalla Direzione marittima - Capitaneria di Porto Guardia costiera di Catania. L’ammiraglio Domenico De Michele, direttore marittimo della Sicilia Orientale, capo del Compartimento marittimo e comandante del porto di Catania, ha espresso la sua soddisfazione per i risultati raggiunti.

“La nostra Direzione marittima – ha detto - è peculiare in ambito nazionale ed è l’unica che ha alle sue dipendenze il Nucleo pattugliatore di altura e la linea di elicotteri e aerei che va a supporto anche di altre Direzioni marittime. Siamo al servizio della collettività ed è un principio che va oltre la Direzione marittima stessa. Lo dimostrano anche i risultati prestigiosi ottenuti con il Port State Control dalla Direzione marittima con 180 navi ispezionate, nove navi detenute e una nave bandita”.

“Il Comando generale - ha aggiunto De Michele - organizza e indice delle attività mirate sulla filiera della pesca volte a garantire la rispondenza del commercio ittico: dal peschereccio al consumatore a tutela di quest’ultimo, monitorando le attività svolte in particolare nei periodi in cui si rilevano frodi in numero maggiore. Nell’ambito di questo tipo di attività le Capitanerie sono impegnate su fronti particolari, secondo le Direttive comunitarie e nazionali. Particolare attenzione è rivolta all’attività di pesca e commercio di specie protette, come tonno rosso e pesce spada, nonché del pescato sottomisura. Specie ittiche a rischio attorno alle quali ruota un elevatissimo interesse economico”.

Tra le altre attività di rilievo sono state segnalate: il sequestro per frode di 6 tonnellate di pesce congelato nel messinese e quello di pesce estero di scarsa qualità spacciato per pregiato. Tolti dal mercato anche alcuni quintali di calamari congelati provenienti dall’estero e spacciati per veraci, del pesce spada novello, del pescato trasportato in mezzi provenienti dall’estero e non idonei. Fermate le operazioni di due reti a strascico per pesca in zone vietate (Golfo di Catania) e scoperti alcuni titolari di ristoranti che pubblicizzavano il cenone di Capodanno spacciando pesce congelato per prodotto fresco. Chiusa anche una Casa del pesce per ragioni igenico-sanitarie, congiuntamente al personale dell’Asp di Catania.

“Per il 2011 – ha concluso l’ammiraglio De Michele - il nostro obiettivo è quello di consolidare i risultati positivi del 2010 e poi incrementare i controlli durante il periodo estivo”.
 

 
Le finalità: tracciabilità ed etichettatura dei prodotti
 
CATANIA – Numerose le notifiche di reato che hanno fatto scattare sanzioni amministrative e penali.
Tra le operazioni per il controllo pesca da segnalare quella denominata Mediterraneo, che si è sviluppata in due fasi: la prima nel mese di ottobre e la seconda dal 16 dicembre al 30 dicembre. L’obiettivo è stato indirizzato alla tutela del consumatore in periodi dove la richiesta di prodotto ittico aumenta esponenzialmente e favorisce i comportamenti illegali di chi ritiene di poter ottenere facili guadagni a discapito del consumatore. Controlli a terra e a mare sono stati estesi nell’entroterra della provincie della Sicilia orientale. I controlli a terra riguardano: origine della filiera, piattaforme logistiche, depositi di prodotti ittici, magazzini del freddo, punti di sbarco. Poi, le verifiche più vicine al cittadino: mercati ittici, pescherie-esercizi commerciali, ristorazione, ambulanti. L’obiettivo è ottenere la tracciabilità-etichettatura dei prodotti, impedire il commercio illegale e garantire idonea conservazione.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Domenico De Michele
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