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Fenomeno da arginare in età scolastica
di Chiara Giarrusso

Le contromisure dell’assessore regionale all’Istruzione Mario Centorrino. Recuperare i giovani limitando la percentuale di abbandoni



Abbiamo intervistato l’assessore regionale all’istruzione e alla formazione professionale Mario Centerronio, su quello che economisti e sociologi definiscono fenomeno generazione “neet”, acronimo di “not in education, employment or trainig”, ovvero giovani che non svolgono alcuna attività di formazione, né di ricerca attiva di un’occupazione. Dati alla mano un giovane su tre nel mezzogiorno è nullafacente.

Quali sono le contromisure che l’assessorato sta attuando per contrastare il fenomeno in Sicilia?
“Si tratta di un fenomeno sicuramente preoccupante, in particolare se rapportato ai dati su abbandono e evasione scolastica per i giovani di età compresa tra i 15 e 16 anni di età.  Uno degli strumenti che l’assessorato ha messo in campo è stato quello dei corsi per l’adempimento dell’obbligo formativo, rivolto ai giovani fino a 16 anni. L’obiettivo è recuperare questi giovani, nel tentativo di ridurre e minimizzarne la percentuale degli abbandoni. Per i giovani di età superiore ai 16 anni, invece, lo strumento è quello dei corsi di formazione professionale. Sotto questo profilo, però, dobbiamo ammettere che ci sono stati dei ritardi. Per arginare il fenomeno “neet” in ogni caso occorre potenziare strumenti di politica attiva del lavoro sia per i giovani che per le donne”.

A quanto ammonta l’impegno per i bandi finanziato con risorse Ue per l’inserimento lavorativo dei giovani?
“Abbiamo finanziato progetti per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro. Queste somme sono state destinate all’attivazione di due programmi: uno per il recupero e la valorizzazione di “antichi mestieri” e l’altro per attività work esperience”.

Articolo pubblicato il 08 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Mario Centorrino
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