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Quotidiano di Sicilia

Guerra aperta tra Matteoli e Lombardo
di Carlo Alberto Tregua

Consorzio autostradale e Circumetnea

Tags: Altero Matteoli, Raffaele Lombardo, Circumetnea, Cas, Autostrade



Sembra una coincidenza, ma in quest’ultimo periodo il ministero delle Infrastrutture guidato da Altero Matteoli ha proceduto direttamente alla revoca del commissario governativo della Ferrovia circumetnea, avvocato Gaetano Tafuri, e alla revoca della concessione, attraverso l’Istituto di vigilanza dell’Anas, al Consorzio per le autostrade siciliane, in ordine alla gestione e manutenzione delle autostrade Messina-Palermo e Messina-Catania-Gela (in esercizio fino a Rosolini). 
I maligni sostengono che si sia trattato di una dichiarazione di guerra contro il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, avendo di fatto colpito due suoi esponenti, secondo loro in modo  ingiustificato.
Il Tar di Catania è intervenuto sulle due controversie, emettendo un provvedimento cautelare che ha sospeso la revoca di Tafuri e, in seconda battuta, con provvedimento d’urgenza monocratico, ha sospeso il provvedimento di revoca di concessione al Cas.
 
Proprio oggi il Tar deciderà in Camera di consiglio se confermare o meno il provvedimento cautelare citato. Domani, lo stesso Tar si pronuncerà sull’altra controversia riguardante Tafuri. Dall’esito di queste due sentenze capiremo se la battaglia si volge a favore del ministro o del Presidente della Regione. 
Non vogliamo entrare nel merito delle questioni, affidate al Tribunale amministrativo. Tuttavia, non possiamo non fotografare delle circostanze chiarissime. 
Per quanto riguarda la Fce, nel decreto ministeriale del 26 novembre scorso, poi notificato il 3 dicembre successivo, vi è contenuto l’avvicendamento tra Tafuri (commissario uscente) e Virgilio Di Giambattista. Provvedimento che dal ministero, ufficialmente, hanno motivato con la necessità di traghettare la Fce, affidandola alla guida del proprio più alto dirigente tecnico, verso la regionalizzazione dell’ente, prevista da tempo. Nella realtà la lettura politica, a due settimane di distanza dal voto che avrebbe poi premiato Berlusconi con la prosecuzione del Governo, assume il sapore di un’ulteriore resa dei conti tra Pdl ed Mpa, allorquando Lombardo aveva annunciato il voto contrario al Cavaliere.
 
Per  quanto riguarda le autostrade siciliane, dobbiamo rilevare che l’Anas non ha concesso gli aumenti dei pedaggi negli ultimi anni proprio perché il Cas non aveva provveduto ad effettuare le indispensabili manutenzioni alle autostrade. Peraltro, è sotto gli occhi di tutti lo stato di precarietà in cui si trovano le due arterie. Citiamo il restringimento di una carreggiata appena fuori il raccordo di Giarre, in quelle condizioni da anni. 
L’Istituto di vigilanza dell’Anas  ha mosso in questi anni ben 473 contestazioni. La cosa sorprendente è che il Consorzio anziché contestarle, ha cercato di spiegare maldestramente il perché si erano verificate quelle inadempienze, con ciò ammettendole pienamente. Un segno di colpevolezza.
Vi è un altro dato incontrovertibile: il tasso di incidentalità nelle autostrade italiane è diminuito nell’ultimo anno del 7%; nelle autostrade siciliane è invece aumentato del 31,7%. 
Vi è un terzo dato, anch’esso incontrovertibile: il Consorzio non ha speso per manutenzioni la percentuale degli incassi prevista in convenzione, non avendo avviato i lavori, in conseguenza del non avere presentato i progetti: una gravissima responsabilità.
 
Vi è un quarto elemento incontrovertibile: il personale del Consorzio è in numero estremamente elevato rispetto a quello delle altre concessionarie autostradali. Sprechi e spese inaccettabili sono stati effettuati in maniera abnorme. I conti e i bilanci sono apparsi all’Istituto di vigilanza estremamente confusi e poco chiari, quasi a volere nascondere una conduzione allegra. 
L’abbiamo scritto nelle nostre inchieste: il Consorzio ha dato più volte prova di essere un ente che non ha le carte in regola. Sbaglia Lombardo quando in nome di una sicilianità opportuna vuole difendere chi si comporta in modo pessimo e dilapida i soldi dei contribuenti siciliani. 
Basta col clientelismo e col favoritismo. Avanti merito e responsabilità.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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