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Debiti, dati solo parziali mancano altre voci
di Michele Giuliano

Cgil: “Nel debito non sono inseriti mutui e perdite delle partecipate”. Non rispettato il dettato dell’art. 13 ultima Finanziaria

Tags: Regione Siciliana, Gaetano Armao, Debiti, Finanziaria, Cgil



Oltre un miliardo di spese impreviste, altri 4 miliardi di debiti da dovere smaltire. E quest’ultimo dato, seppur pesantissimo, potrebbe rappresentare una realtà solo parziale. Almeno questo quanto asserisce la Cgil siciliana che, analizzando il testo dell’Ufficio statistica della Regione, ha notato che ci sono alcuni dati che mancano. “Il governo siciliano – sostiene il direttore del dipartimento Mezzogiorno della Cgil, Franco Garufi - non ha rispettato il dettato dell'articolo 13 dell'ultima legge finanziaria approvata all'inizio dello scorso maggio che lo obbligava a presentare una relazione sulla situazione dei mutui attivi e passivi, né quello dell'articolo 14 della medesima che prevedeva la presentazione entro il 30 giugno delle misure concernenti la trasparenza dei conti pubblici. È assolutamente riscontrabile nel testo, infine, che la cifra di 4.183.000.000 di euro di indebitamento si riferisse al solo bilancio della Regione e non tiene conto dei debiti di enti e società partecipate che non afferiscono formalmente al bilancio regionale, ma costituiscono nei fatti un ulteriore ed ingente peso a carico della Regione e dei cittadini siciliani”. In questa “voragine” di debito certamente pesa come un macigno la lentezza della Regione nel pagare i fornitori. Il solito problema, insomma, dei ritardi della Pa nel corrispondere alle imprese il dovuto. Nel 2009 gli indebitamenti complessivi della Pa nei confronti delle imprese siciliane sono saliti ancora: “Arrivano a quattro miliardi e mezzo di euro” rivela una ricerca di Astrid, fondazione per le ricerche nelle pubbliche amministrazioni. La Sicilia è una di quelle regioni che sta peggio in Italia e anche nel panorama europeo: in proporzione ha uno dei debiti più alti e ha in assoluto i ritardi più sostanziosi che arrivano a toccare, sempre secondo lo studio di Astrid, anche i due anni come punta massima.

Articolo pubblicato il 14 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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