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Bilanci in chiaroscuro per gli atenei isolani
di Elisa Latella

I conti in tasca alle Università siciliane in un anno segnato dalla contestata riforma Gelmini appena approvata. Messina chiude in pareggio, Palermo verso il risanamento. Più attenzione ai servizi da offrire agli studenti

Tags: Università, Ricerca, Mariastella Gelmini, Francesco Tomasello, Roberto Lagalla, Antonino Recca



PALERMO - Tempo di approvazione dei bilanci 2010 per le Università, e di stime per il 2011, mentre la riforma Gelmini mira a cambiare un sistema.
Arriva anche nelle Università siciliane questo vento di cambiamento: se da un lato sarà sempre più difficile far quadrare i conti, dall’altro lato è notorio che finora tante facoltà hanno prodotto troppo nepotismo e poca ricerca.
La mattina di mercoledì 12 gennaio, nella Sala Senato dell’Università di Messina,  il Rettore Francesco Tomasello in una conferenza stampa snocciola i numeri dei bilanci finanziari di Ateneo 2010/2011 e sulla programmazione 2011.

Per il 2010 il bilancio dell’Ateneo peloritano è in pareggio  e tra i traguardi ci sono accordi internazionali, 25 borse di studio per  dottorandi extra-comunitari, parametri di valutazione dell’attività scientifica, la disattivazione della facoltà di Scienze Statistiche, la riduzione dei dipartimenti e l’affidamento degli incarichi di governo negli organi gestionali ai docenti scientificamente attivi. Il Rettore ha poi  affermato: “Con il proprio bilancio l’Università di Messina per il 2011 garantirà borse di dottorato e assegni di ricerca per un importo superiore ai 7,5 milioni di euro, oneri per il personale tecnico-amministrativo comprensivi dei compensi accessori e per il personale docente degli aumenti stipendiali, gli impegni per i professori a contratto nel secondo semestre del corrente anno accademico (oltre 300.000 euro che si aggiungono ai 300.000 del primo semestre), i servizi agli studenti tra cui i trasporti gratuiti, i contratti per studenti part-time, la mobilità Erasmus e i rimborsi delle tasse per circa 1,5 milioni di euro; l’incremento dei fondi (200.000 euro) per il processo di informatizzazione delle carriere degli studenti".

E ancora tra le misure previste  non mancheranno  il contenimento delle spese energetiche e di forniture di servizi, che assorbono comunque complessivamente più di 3 milioni di euro, la riduzione dei fitti di locali da oltre 1,3 milioni nel 2004 a 250.000 euro per l’anno 2011, il mantenimento delle voci di bilancio per la manutenzione ordinaria ed, in parte, per quella straordinaria di immobili, impianti e macchine; il rispetto degli impegni per gli accordi internazionali e la previsione di oltre 200.000 euro per convegni e progetti formativi (attività che dovranno essere selezionate con molto rigore) , il finanziamento delle attività di Facoltà e Dipartimenti limitatamente al primo semestre in attesa delle rimodulazioni richieste anche dalla legge di riforma.
L’Ateneo del capoluogo siciliano affida ad una nota stampa la sintesi dei risultati raggiunti, che si riassumono in una frase che ha il sapore di  una promessa: “Entro il 2012 eliminato il deficit”.

Andiamo a vedere i dettagli sull’incontro di mercoledì scorso in sala Carapezza, in cui, alla presenza del pro-rettore vicario Ennio Cardona, del direttore amministrativo Antonio Valenti, del pro-rettore alla didattica Vito Ferro, del pro-rettore alla programmazione Francesco Paolo La Mantia, del presidente della commissione personale Mario Enea e del presidente della commissione bilancio Daria Coppa, il rettore Roberto Lagalla ha affermato: “Siamo riusciti a evitare l'esercizio provvisorio approvando il Bilancio di previsione 2011 e il conto previsionale 2011/2013. Abbiamo dimezzato il  debito e messo i conti in ordine, avviato una programmazione che guarda al mantenimento delle funzioni essenziali, al miglioramento dei servizi agli studenti e dare impulso alla ricerca, nonostante il ridimensionamento dei trasferimenti ministeriali".

Largo ai numeri. Secondo quanto si legge nel comunicato “Dal bilancio di previsione 2011 emerge un disavanzo di 26,4 milioni di euro, di questi 14,6 milioni derivano da esercizi finanziari precedenti. A questa cifra va sommato un ulteriore disavanzo di 4,5 milioni, per un totale di 31 milioni a dicembre 2012. Dal 2013 l’ateneo prevede il ritorno a un saldo contabile per 10 milioni di euro”.

Non è tutto: “Dal 2003 al 2008 - ha spiegato Lagalla - l'ateneo ha prodotto bilanci in costante deficit per 203,8 milioni. Se dal 2009 non fossero state adottate misure di riordino gestionale e di compressione della spesa, il disavanzo nel triennio 2009/2011 sarebbe balzato a 110 milioni, contro gli attuali 26 milioni. E per effetto della contrazione delle risorse ministeriali per 20 milioni nel solo biennio 2009/2010 la situazione contabile si sarebbe sicuramente aggravata".

Infine si legge ancora nella nota stampa: “I dipartimenti sono stati ridotti a 33, sono stati emanati bandi per 90 posti di ricercatore e ulteriori 62 saranno emanati nel 2011, è stato avviato il pensionamento per il personale docente e tecnico amministrativo per un totale di 310 dipendenti e sono stati stabilizzati 99 precari".
 

 
Università di Catania. Ffo intorno ai 179 milioni di euro
 
CATANIA - Andiamo a vedere il presumibile quadro delle risorse finanziarie dell’Ateneo di Catania per il 2011: la principale voce di finanziamento dell’Ateneo, la quota di fondo di finanziamento ordinario (Ffo), potrà collocarsi, secondo quanto si legge nel prospetto dell’Università, intorno ad un valore di 179 milioni di euro (così determinata sulla base della presumibile assegnazione del 2010 e della riduzione del Fondo, nel 2011, nella misura complessiva del 4,5%, rispetto al 2010).

Non molto democratiche le altre entrate. Secondo quanto si legge nel documento infatti non c’è stata molta scelta. “Per quanto riguarda le entrate contributive, tenendo conto dei dati ad oggi disponibili presso gli uffici competenti, relativi alle somme già versate per la prima rata, del totale degli iscritti che dovranno versare la seconda rata e dei probabili esoneri per merito, nonché delle tasse da corrispondere da parte di dottorandi e specializzandi, è possibile stimare che esse possano attestarsi su un valore di 36 milioni di euro.

Si tratta di un incremento di circa il 20% rispetto all’esercizio 2010, derivante da delibera assunta dagli Organi di governo dell’Ateneo, costretti a prevedere un maggior onere a carico delle famiglie degli studenti per compensare le minori risorse causate dai tagli ministeriali; una scelta molto dolorosa, ma pressocchè obbligata.
Il totale delle risorse finanziarie che, presumibilmente, potrà alimentare il bilancio di Ateneo per l’anno 2011 è, pertanto, pari a 215 milioni di euro".

Articolo pubblicato il 15 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Roberto Lagalla, Rettore dellÂ’Università degli studi di Palermo
Roberto Lagalla, Rettore dellÂ’Università degli studi di Palermo
Antonino Recca, Rettore dell'Università di Catania
Antonino Recca, Rettore dell'Università di Catania
Francesco Tomasello, Rettore dell'Università di Messina
Francesco Tomasello, Rettore dell'Università di Messina